Non c’è più pesce al supermercato: quanto costano le “rimanenze”

Lo sciopero dei pescherecci ha portato ad una situazione piuttosto pesante e di conseguenza reperire il pesce al supermercato è un’autentica chimera

Un’altra spiacevole ripercussione è il rincaro dei prezzi dei prodotti ancora reperibili, con costi spropositati per famiglie ed esercizi commerciali.

Pesce
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Gli effetti dello sciopero dei pescherecci iniziano a farsi sentire. Trovare del pesce nella maggior parte dei supermercati italiani è ormai sempre più difficile. Inoltre, ciò che è ancora disponibile viene venduto a peso d’oro.

Basti pensare che i rincari sono di circa il 30% all’ingrosso e del 50% al dettaglio, ovvero in ristoranti e pescherie. Il tutto è frutto del drastico aumento del prezzo dei carburanti. Effettuare un piano per un peschereccio è salito da 700 euro a 1200 euro nell’ultimo mese e mezzo.

Quale scenario si prospetta per il mercato del pesce: le conseguenze

Ciò ha portato ad una maggiorazione delle spese di circa il 70%. Secondo Coldiretti Impresapesca a causa di ciò, la maggior parte dei pescherecci sta navigando in perdita e si vede ridurre il più possibile le uscite in mare. La logica e triste conseguenza di questo scenario è l’aumento delle importazioni di pesce dall’estero. Il che non fa altro che aggravare ancor di più la situazione dei pescatori italiani. 

Gli unici prodotti che restano piuttosto reperibili sono triglie, sogliole e acciughe o comunque pesci di piccola taglia pescati dai pochi che non aderito allo sciopero. Una testimonianza tangibile in tal senso arriva dal mercato ittico del Centro agroalimentare di Roma, così come dichiarato dal direttore generale della struttura Fabio Massimo Pallottini.

A tal proposito, ecco la sua testimonianza: “Stiamo vivendo una fase particolare, caratterizzata dall’assenza di materie prime nostrane per via dello sciopero dovuto all’aumento dei costi di produzione e al caro carburante“. 

Diversi rappresentanti della categoria hanno protestato in piazza a Roma e sono stati accolti dal sottosegretario alle Politiche agricole con delega alla pesca, Francesco Battistoni, che si è impegnato a proporre d’urgenza una misura d’urgenza finalizzata ad erogare dei fondi alla categoria nel minor tempo possibile.

I manifestanti hanno chiesto al rappresentante di Forza Italia di portare avanti l’attivazione della cassa integrazione e il blocco delle rate di mutuo. Lo sciopero andrà avanti almeno fino all’11 marzo, quando i pescatori si incontreranno ad Ancona per decidere sul da farsi.