Bonus auto, svolta sostenibile: chi può richiederlo e quanto vale

La transizione ecologica passa dal settore delle auto. L’accelerazione sul passaggio ai motori sostenibili alla prova dell’incentivo.

 

Qualche giorno fa è stato deciso lo stanziamento di un sostanziale stock di risorse per il settore dell’automotive. Una serie di fondi che cercheranno di incentivare la svolta sostenibile anche su strada.

Bonus auto motori
Foto da Pixabay

Gli incentivi sono stati disposti nella misura di un miliardo di euro. Finora, però, tutti i ragionamenti erano poggiati su delle mere indiscrezioni. Ora, invece, arrivano i primi fondamentali dettagli sul nuovissimo Bonus auto che permetterà, fino al 2030, di accompagnare il processo di transizione ecologica del settore automobilistico. Un progetto che, pur non mancando di qualche zona d’ombra, legata soprattutto all’impatto sul mercato e ai costi delle auto ibride. La strada della sostenibilità, però, è quella più battuta dal Governo e anche dall’Unione europea. L’obiettivo è quello di favorire l’acquisto di auto ecologicamente compatibili, alimentabili con energia elettrica ma anche con altre fonti.

Un bonus che si affianca ad altri provvedimenti destinati al settore dell’automotive ma che, in questo caso, si prefissa uno scopo preciso. Lo stesso che, in conferenza stampa, ha ribadito il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, secondo il quale alla base c’è un fondo di rifinanziamento dell’ecobonus ma anche una spinta alla produzione. La quale, però, dovrà favorire un progressivo passaggio ai veicoli sostenibili, non solo elettrici. E’ chiaro che questo obiettivo necessiterà in primis di un incentivo diretto ai consumatori.

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Bonus auto, come funziona e a quanto ammonta

Per ora non si hanno dettagli certi. E’ estremamente probabile, però, che gli incentivi vengano ripartiti in tre fasce in base alle emissioni di CO2 prodotte dai veicoli. Vengono considerati quindi tutti i veicoli, inclusi quelli alimentati a diesel e benzina. Secondo quanto filtrato finora, le tre fase dovrebbero essere ripartite in una prima da 0-20 grammi (dedicata alle auto elettriche), una seconda da 21-60 grammi (auto ibride plug-in) e, infine, una terza da 61-135 grammi (auto mild hybrid, full hybrid, benzina, diesel, metano o Gpl). I contributi verrebbero erogati proporzionalmente alle minori emissioni. In sostanza, più il veicolo è ecologico, più si potrà ottenere di incentivo. In questo senso, le auto elettriche saranno “privilegiate”.

Si parla di circa 9 mila euro di incentivo per le auto ad alimentazione elettrica in caso di rottamazione di un veicolo usato al di sotto della classe Euro 5. Di lì, si procederà progressivamente al ribasso: 7 mila euro circa per la seconda fascia e 3 mila per la terza, sempre tenendo presente che a questo incentivo va unita la rottamazione del precedente veicolo. Attenzione, perché non tutte le vetture rientreranno nelle fase previste: il tetto di spesa dovrebbe attestarsi a 35 mila euro circa per le fasce uno e due, mentre per la terza si parla di 25 mila euro.

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Una ripartizione di spesa che includerebbe di fatto tutte le omologate Euro 6. Chiaro che tutto andrà verificato alla prova dei fatti. Tendenzialmente, l’obiettivo della sostenibilità è condiviso dalla maggioranza dei cittadini. In pratica, bisognerà vedere se il bonus servirà a dare la spinta decisiva all’ingranaggio, con la speranza che i costi lo consentano.