Conto cointestato, controlli serrati del Fisco: il gesto che potrebbe costarvi caro

Occhio ai controlli del Fisco sul conto cointestato, in quanto vi è un gesto che potrebbe costarvi caro. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere.

Brutte notizie per molti titolari di conto cointestato in quanto rischiano di finire sotto la lente di ingrandimento del Fisco.

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I soldi non danno la felicità, ma aiutano senz’ombra di dubbio a risolvere un bel po’ di questioni. A partire dal cibo, passando per l’abbigliamento, fino ad arrivare alle bollette delle utenze domestiche e alle varie necessità quotidiane, d’altronde, sono tante le spese da sostenere. Data la sua importanza, pertanto, non crea stupore il fatto che il denaro finisca spesso per diventare oggetto di discussione.

Una situazione, quest’ultima, che può verificarsi, ad esempio, in presenza di un conto cointestato, con tanti che rischiano di commettere un errore che potrebbe costare caro. Se tutto questo non bastasse, proprio il conto cointestato può finire sotto la lente di ingrandimento del Fisco che può decidere di effettuare dei controlli. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Conto cointestato, occhio ai controlli del Fisco: in questo caso bisogna pagare l’Irpef

Abbiamo già visto assieme come togliere un nominativo su un conto corrente cointestato. Proprio questa tipologia di conto corrente, d’altronde, è sempre più utilizzata e viene generalmente sottoscritto da moglie e marito oppure per gestire, ad esempio, le entrate e le uscite economiche di una società. A prescindere dai soggetti interessati, in ogni caso l’istituto di credito provvede, ovviamente, a riportare il nominativo dei vari proprietari del conto.

Quando si parla di un conto cointestato si pensa, in linea teorica, che il denaro presente su quest’ultimo appartenga nella misura del 50% ad entrambi i cointestatari. Nella realtà dei fatti, però, bisogna sapere che non è così. In base a quanto si evince dalla sentenza della Corte di Cassazione numero 25684 del 22 settembre 2021, infatti, i soldi appartengono a chi li versa.

L’ordinanza in questione, è bene ricordare, è nata in seguito ad un accertamento da parte del Fisco nei confronti di due coniugi. Nel caso in questione il marito ha prelevato dei soldi dal conto cointestato, senza farlo sapere alla moglie, considerando implicito il fatto che i soldi gli fossero stati donati. La moglie, a sua volta, aveva precedentemente versato del denaro guadagnato esclusivamente da lei.

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Ebbene, secondo l’Agenzia delle Entrate le somme prelevate dal marito dovrebbero essere oggetto di tassazione. Questo in quanto a versare i soldi sul conto, come già detto, è solo la moglie. Ebbene, la Cassazione ha dato ragione al Fisco e per questo motivo le somme prelevate dall’altro intestatario possono essere tassate ai fini Irpef dall’Agenzia delle Entrate, in quanto andrebbero a cumularsi al proprio reddito imponibile.