Reddito di cittadinanza e vincita al gioco: ecco cosa può succedere

Niente di scritto forse, nemmeno di immaginato probabilmente. Chiaramente però la possibilità esiste, concreta più che mai.

Una delle misure sicuramente più discusse degli ultimi anni, una delle iniziative politiche più apprezzate in assoluto. L’ambiguo e paradossale destino del cavallo di battaglia di una parte politica espressosi tutto sommato in qualcosa di incompiuto di indefinito. Parliamo chiaramente del reddito di cittadinanza, parliamo dei tantissimi soldi che mensilmente piovono su milioni di italiani.

Soldi vincita
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Vincere vuol dire in qualche modo affermarsi sotto il profilo economico, si potrebbe dire cosi. Vincere una determinata somma di denaro in qualche modo va ad aumentare il prestigio se cosi si può dire del nostro conto corrente, in qualche modo ci fa passare eventualmente agli occhi del Fisco per quello che potremmo non essere, ma tanto è una vincita, di quello si tratta e quindi, la cosa fila, tutto sommato. Cosa succede invece in altri casi? Quando in alcuni casi, qualcuno è ben convinto di poter dimostrare la sua assoluta “povertà”?

Il problema sorge nel momento in cui una somma di denaro che arriva da una eventuale vincita va ad aumentare considerevolmente il nostro conto corrente, ma non in condizioni per cosi dire “classiche” ma nel caso fossimo destinatari di una misura come ad esempio il reddito di cittadinanza. Tra i doveri del cittadino che di fatto percepisce l’assegno mensile n in questione c’è quello di comunicate eventuali variazioni di reddito o di patrimonio. E chiaro che nei casi in cui si incassa una grossa vincita ci troviamo di fronte ad una variazione di patrimonio abbastanza rilevante.

Reddito di cittadinanza e vincita al gioco: tutto potrebbe essere messo in discussione

Il discorso praticamente riguarda chiaramente i percettori di reddito di cittadinanza che potrebbero in qualche modo non dichiarare una vincita in questo caso, oppure in altro caso, considerato che è sempre previsto di fatto dalla legge, una variazione per quel che riguarda lo stesso reddito: “L’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio.” In questo caso la pena prevista arriva alla reclusione da 1 a 3 anni.

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Altro aspetto non meno rilevante ha riguardato nel corso dei mesi precedenti i numerosi casi scoperti di non aventi diritto a percepire la misura che però di fatto dichiaravano il falso circa il proprio reddito e la loro effettiva situazione patrimoniale. Anche in questo caso la legge è abbastanza chiara e decisamente dura: “Chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio, rende o utilizza documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute.

In linea di massima, quindi, la legge, lo Stato è molto vigile in merito a quelle che potrebbero essere infrazioni più o meno gravi del sistema che in qualche modo va a regolare lo stanziamento degli assegni e la gestione dei profili in questione. Profili chiaramene caratterizzati da reddito, situazione patrimoniale e quant’altro. L’occasione fa l’uomo ladro, questo è risaputo, in un modo o nell’altro.

In certi casi, però, il gioco si fa serio in un certo senso e quindi l’istituzione veglia sulla buona riuscita della cosa, in un certo senso. Gli italiani insomma sono avvisati, i furbetti della situazione, quelli che credono di eludere controlli ed anche una certa morale. Prima o poi se il sistema funziona davvero, per loro le cose potrebbero cambiare. Oggi insomma barare in qualche modo è molto più complicato anche se purtroppo ancora ampiamente possibile. Molti stanno alla larga dal rischio eventuale, altri invece provano a cavalcarlo con i pro e i contro del caso.