FFP2, l’indagine lancia l’allarme: non fatele usare ai bambini

Foto dell'autore

By Damiano Mattana

Attualità

Un’analisi di Altroconsumo rileva come le mascherine FFP2 non siano a uso pediatrico ma tarate sulla capacità respiratoria di una adulto.

 

Il primo lunedì di febbraio ha portato in dote nuove regole circa la “convivenza” con il Covid nella vita quotidiana. Una di queste riguarda i comportamenti di auto-sorveglianza.

Mascherine FFP2 bambini
Foto © AdobeStock

Si tratta delle tradizionali precauzioni base (mascherine, distanziamento) da mettere in campo da parte di chi, pur venuto a contatto con un positivo, ha completato il ciclo vaccinale con la dose booster. Uno degli obblighi, in questa fase, è quello di indossare una mascherina FFP2, ritenuta più efficace, anche in condizioni che normalmente non la richiederebbero. Per il resto, come è noto da tempo, tali mascherine devono essere utilizzate nei contesti più densamente frequentati, inclusi i bar al chiuso (eccetto per il consumo chiaramente) e i centri commerciali. Almeno sulla carta.

Tuttavia, un’indagine condotta dall’associazione Altroconsumo ha gettato un’ombra decisamente inquietante sulle FFP2. Nonostante la loro maggiore efficacia nello schermare il nostro volto dagli agenti patogeni, queste mascherine non sarebbero adatte ai bambini. In effetti, come riferisce l’associazione, sul mercato non esistono delle FFP2 vendute come pediatriche ma semplicemente dei modelli di dimensioni più ridotte. Una situazione allarmante dal momento che, fra gli obblighi disposti, rientra quello di indossare una mascherina FFP2 anche per gli alunni durante l’orario scolastico. In sostanza, per circa 8 ore, i bambini di elementari e medie terrebbero sul viso una mascherina non consona alla loro respirazione.

Addio alle mascherine, la data ipotetica: l’attesa sarà breve?

Mascherine FFP2, l’allarme di Altroconsumo: cosa c’è che non quadra

I dispositivi di protezione in questione, secondo Altroconsumo, sarebbero pensati appositamente per la capacità polmonare di una persona adulta. Questo nonostante le ultimi disposizioni abbiano di fatto puntato tutto sulle FFP2 come strumenti di contrasto ai contagi, al fine di ridurre al minimo la Didattica a distanza. L’associazione ha quindi invitato il Ministero della Salute a riconsiderarne l’uso o a pensare a un adeguamento delle mascherine alla capacità polmonare dei più piccoli. L’obbligo vige infatti per i bambini dai 6 anni in su, così da garantire una didattica in presenza anche a seguito del riscontro di un caso positivo in classe. La mascherina dovrebbe essere indossata ininterrottamente per i successivi 10 giorni.

Mascherine Ffp2: i gesti da non fare mai quando le indossiamo

La disposizione aveva già di per sé lasciato qualche perplessità. Ora però, le cose si fanno decisamente più complicate. Secondo le normative di riferimento (nello specifico la EN 149), le mascherine FFP2 sono pensate appositamente per la protezione dei lavoratori piuttosto che degli studenti. E, di conseguenza, realizzate in base alla respirazione di una persona adulta, chiaramente imparagonabile a quella di un bambino. Una problematica che non potrebbe essere risolta nemmeno dalle dimensioni più piccole. Per il momento non è chiaro quali potrebbero essere gli effetti e se effettivamente possano essercene sui bambini in caso di uso prolungato. E’ tuttavia necessario intraprendere studi anche in questo senso affinché l’omologazione sia tarata anche per la capacità respiratoria dei più piccoli. Al momento, infatti, nemmeno a livello europeo esiste una norma che stabilisca la presenza di una FFP2 a uso esclusivamente pediatrico. Un nodo da sciogliere al più presto.

Impostazioni privacy