Malattie in aumento: per queste scattano Legge 104 e pensione anticipata

La crescita di malattie come il morbo di Alzheimer hanno portato la Legge 104 ad adeguarsi. Ma le agevolazioni sono anche altre.

 

Lo stato di emergenza è stato prolungato e il trend dei contagi ci dice chiaramente che la pandemia non è ancora finita. Pur con sembianze diverse rispetto ai periodi peggiori.

Malattia cardiaca Legge 104
Foto da Pixabay

Non bisogna dimenticare, però, che accanto al Covid che ha costretto il mondo in pandemia, figurano anche altre malattie che, oltre a comportare le loro pericolose conseguenze, possono complicare ulteriormente anche l’eventuale comparsa del virus. Un novero di patologie, più o meno gravi, che comportano una percentuale di invalidità dovuta alla riduzione della capacità lavorativa e che, per questo, rientrano fra quelle per le quali la Legge 104 concede determinate agevolazioni. Soprattutto perché, negli ultimi tempi, hanno finito per aumentare, specie per quel che riguarda le malattie cardiache e gli stati di demenza.

Una crescita che ha spinto lo Stato italiano a rivedere alcuni parametri, inserendo strumenti di tutela che vanno oltre la 104. Ad esempio, per alcune condizioni specifiche vengono concessi degli assegni mensili oppure l’accesso alla pensione anticipata. Si tratta, infatti, di malattie che secondo un recente studio possono essere connesse fra loro e che, per questo, possono comportare aggravamenti repentini dello stato di salute di chi ne soffre. Accanto agli assegni, quindi, tali condizioni manifestano la possibilità di accedere anche a ulteriori agevolazioni.

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Legge 104: gli importi degli assegni per queste malattie

La Legge 104 tutela non solo chi patisce una condizione di invalidità ma anche chi assiste. Questo perché, accanto alla riduzione della capacità lavorativa, si manifesta via via anche quella per le attività quotidiane, inclusa la deambulazione. Le patologie considerate invalidanti consentono quindi l’accesso ad agevolazioni non solo economiche ma anche di tipo assistenziale. Fra queste, figurano appunto quelle di natura cardiaca, con assegni concessi anche di entità superiore a 500 euro e senza limiti di reddito. Anche perché, secondo molti studiosi, malattie cardiache e stato di demenza possono essere strettamente connesse. Più precisamente, la salute cerebrale potrebbe interconnettersi con quella cardiovascolare. Situazioni di questo tipo potrebbero quindi portare a correre il rischio di ictus.

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Una conseguenza estrema ma che, secondo i dati dello studio Global Burden of Disease, pubblicati nel 2020, sarebbe in aumento. Così come in aumento sarebbe il numero dei malati di Alzheimer, balzato negli ultimi 10 anni di circa il 144%. Per intenderci, le cardiopatie ischemiche sono aumentate “solo” del 120%. I decessi per le conseguenze dell’Alzheimer si attesterebbero a circa il 185% in più, rispetto al 66% delle seconde. Le indennità Inps scattano per invalidità civile, potenzialmente totale in base alla gravità della malattia. In caso di percentuale fra il 74% e il 99%, si percepirà un’indennità di accompagnamento pari a 525,17 euro. Erogata a prescindere dal reddito personale.