Libretto del coniuge: le somme che non si possono toccare per nessun motivo

Quando scoppiano delle controversie all’interno della coppia la gestione del denaro diventa più difficile. Cosa succede con il libretto del coniuge

Non sempre è possibile dare uso di somme in giacenza sul libretto di risparmio del proprio partner. Alcune cifre non possono essere né spese né tantomeno prelevate.

 

Libretto del coniuge
Fonte Adobe Stock

Quando si vive in coppia e magari ci si unisce in matrimonio solitamente i guadagni si gestiscono in comune. Si accendono conti cointestati o magari si utilizza la carta o il bancomat del proprio partner.

Purtroppo però quando vengono a mancare i sentimenti o non si va più d’accordo come prima, iniziano le prime scaramucce anche sotto questo punto di vista. In questi casi bisogna far fronte a delle disposizioni differenti, che limitano il raggio d’azione del singolo.

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Libretto del coniuge: le cifre che non possono essere toccate per nessun motivo

Infatti sul libretto di risparmio (o anche del conto) in cui sono presenti i possedimenti di un coniuge derivanti dal proprio lavoro, bisogna attenersi ad alcune regole.

In linea di massima sono somme di denaro che spettano a chi le guadagna. In caso di separazione però vanno divisi al 50% con il coniuge. Tuttavia secondo l’articolo 179 del codice civile, i redditi provenienti da pensioni di invalidità o da risarcimenti per danni o infortuni non sono oggetto di divisione. 

Ma non è tutto. A questi proventi vanno aggiunti anche quelli che scaturiscono da donazioni o quote ereditarie. Quindi anche laddove si proceda con separazione o divorzio, moglie o marito non possono pretendere nulla. Ciò significa che non possono prelevarli e spenderli a meno che non ci sia un’esplicita autorizzazione del titolare.

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Insomma, una situazione piuttosto semplice da decifrare, che può comunque essere oggetto di diatribe. Qualora non si abbiano le corrette informazioni del caso, la parte richiedente potrebbe provare a rivendicare la somma di denaro pensando di averne pieno diritto. La legge però parla chiaro, non tutto ciò che possiede il proprio partner è divisibile, anche qualora si vada d’amore e d’accordo.