Pensione di reversibilità, spetta ai coniugi che sono divorziati? La risposta non è scontata

I coniugi legalmente divorziati hanno diritto alla pensione di reversibilità? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Dopo aver trascorso la maggior parte della propria esistenza alle prese con il lavoro, è possibile, finalmente, andare in pensione e staccare la spina dai vari impegni della vita quotidiana.

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In tale ambito, infatti, giunge in nostro aiuto la pensione che consente di attingere a quella fonte di reddito necessaria per pagare le varie spese. Proprio soffermandosi sul trattamento pensionistico è bene ricordare che, in caso di decesso, tale sussidio viene garantito ai propri famigliari, purché ne abbiano diritto.

Si tratta in parole povere della pensione di reversibilità, che è stata introdotta come forma di protezione per i superstiti. Ma come funziona nel caso in cui si tratti di coniugi legalmente divorziati? In questo caso hanno diritto alla pensione di reversibilità? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Pensione di reversibilità e coniugi divorziati: occhio all’assegno di mantenimento

Qualche tempo fa abbiamo visto assieme quali sono i diritti dei figli in caso di divorzio. Oggi, invece, ci soffermeremo su un argomento particolarmente delicato, come la pensione di reversibilità e l’assegno di mantenimento all’ex coniuge.

In particolare ci si chiede se quest’ultimo importo debba o meno essere indicato in sede di dichiarazione dei redditi. Ma non solo, sono in molti a chiedersi se l’ex coniuge abbia o meno diritto alla pensione di reversibilità e, in caso di riscontro positivo, in quale misura.

Ebbene, per quanto riguarda l’assegno di mantenimento erogato dall’ex marito o moglie, bisogna sapere che non deve essere comunicato in sede di dichiarazione dei redditi solamente se l’importo dell’assegno in questione rientra nella cosiddetta no tax area.

Pensione di reversibilità, spetta ai coniugi che sono divorziati? Ecco cosa c’è da sapere

Per quanto concerne la pensione di reversibilità, invece, bisogna sapere che il coniuge divorziato ne ha diritto solamente nel caso in cui non si sia risposato e sia titolare di un assegno di mantenimento. A sua volta l’importo della pensione di reversibilità viene determinato prendendo in considerazione lo stato civile dell’ex coniuge.

Se quest’ultimo contrae nuove nozze dopo il divorzio, infatti, l’importo della pensione di reversibilità deve essere diviso con il coniuge superstite. Nel caso in cui, invece, l’ex coniuge non sia nuovamente convolato a nozze, allora il coniuge legalmente divorziato superstite ha diritto alla pensione di reversibilità per un importo pari al 60%.

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Per finire, quindi, ricordiamo che il coniuge legalmente divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità nel caso in cui percepisca l’assegno di mantenimento. Per quanto riguarda l’importo, invece, dipende tutto dallo stato civile dell’ex coniuge.