Bollo auto, guai a essere morosi: la sanzione massima

Non basta il rinnovo dell’assicurazione. Il Bollo auto è fondamentale per la regolarità della circolazione stradale. Ometterlo significherebbe guai.

 

Se c’è una tassa pagata realmente da tutti, è di sicuro il Bollo auto. Difficile, quasi impossibile che una famiglia non abbia almeno una macchina a disposizione.

Bollo auto sanzione
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Eppure, per quanto possa sembrare incredibile, il Bollo è anche l’imposta che più spesso si finisce per dimenticare. Forse per il diverso tempo a disposizione per il saldo o magari perché si crede, erroneamente, che una volta rinnovata l’assicurazione ci si metta in qualche modo in paro con le spese. Niente di tutto questo. Omettere il pagamento di questa come di altre tasse comporterebbe delle conseguenze estremamente pesanti, dalle semplici sanzioni fino al fermo amministrativo del veicolo.

Si tratta, come più volte ricordato, di una tassa regionale (tranne un paio di eccezioni). E saranno proprio le Regioni, qualora il contribuente persistesse nella morosità, a rivolgersi ai concessionari della Riscossione. Saranno quindi costoro a istituire il meccanismo di sanzione che, in questo caso, si concluderebbe con il fermo del veicolo. Attenzione quindi, perché il Bollo auto richiede un’attenzione paritaria a quella di ogni altra tassa. Anzi, ancor di più perché, contrariamente a quanto si era erroneamente creduto, le disposizione dei tempi pandemici non l’hanno rimossa, eccetto per alcuni tributi più datati.

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Bollo auto, chi rischia la sanzione massima

Assieme all’obbligatorietà della tassa per tutti i veicoli iscritti nel Pubblico registro automobilistico, è bene ricordare che per il Bollo auto non saranno previste ulteriori proroghe. Ecco perché è bene informarsi con la propria Regione circa la possibilità che vi siano o meno alcuni effetti predisposti durante i mesi scorsi ancora in vigore. Qualora non fosse così e vi sia un ritardo comprovato nel pagamento della tassa, meglio entrare nell’ottica delle possibili sanzioni. Ritardi di piccola entità sarebbero sanzionati con l’applicazione di una sovrattassa e di un interesse. La persistenza del problema, però, potrebbe provocare conseguenze peggiori. Anche se, come detto, il fermo amministrativo del veicolo non scatterebbe immediatamente.

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In caso di morosità, le Regioni applicherebbero innanzitutto un richiamo, con l’invio di una serie di solleciti di pagamento. Se, dopo un certo periodo di tempo, il contribuente fosse ancora moroso, la pratica sarà trasferita all’Agenzia delle Entrate, per l’avvio di un nuovo iter di avviso, soprattutto tramite raccomandata. Al termine, se il problema persiste ancora, scatterà il preavviso di fermo del veicolo. Il provvedimento vero e proprio si applicherà solo dopo 30 giorni, a meno che il contribuente non abbia già provveduto a saldare quanto dovuto. In caso di fermo effettivo, il veicolo non potrà circolare né essere rottamato o custodito in luoghi di pubblico accesso. Può essere venduto ma solo previo avviso del fermo in corso. L’unica “scappatoia” sarebbe la prescrizione: è fondamentale, infatti, che l’Agenzia delle Entrate invii l’avviso entro un triennio.