Videosorveglianza privata, attenzione alle Leggi sulla Privacy: come evitare denunce

La videosorveglianza privata è disciplinata da alcune norme in tema di tutela della Privacy. Scopriamo quali sono le direttive per non rischiare denunce e sanzioni.

La tutela della propria abitazione e della propria famiglia deve sottostare a rigide regole. Pena il pagamento di multe o la possibilità di essere denunciati per violazione della Privacy.

videosorveglianza privata
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La videosorveglianza privata è concessa a condizione che si rispettino precise condizioni. Il Garante della Privacy ha stabilito le regole da seguire e le ha pubblicate in una scheda informativa. Le indicazioni, se violate, potrebbero portare denunce e sanzioni. Di conseguenza, è bene conoscere la normativa per evitare spiacevoli conseguenze del voler proteggere la propria abitazione e la propria famiglia. In fondo si tratta di direttive di facile intuizione. E’ l’applicazione che potrebbe risultare più complicata.

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Videosorveglianza privata, le regole

Il Garante della Privacy ha individuato delle direttive applicabili ad ogni impianto ad uso personale e domestico. Il riferimento è alle telecamere che sono posizionate davanti alla porta di casa, quelle relative agli spazi condominiali e tutti i circuiti che riprendono zone di proprietà privata. Il cittadino che decide di acquistare e installare un impianto di videoripresa non deve chiedere alcuna autorizzazione a differenza dei sistemi predisposti in ambienti di lavoro oppure in aree pubbliche.

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Deve seguire, però, delle indicazioni precise in riferimento all’installazione delle telecamere al fine di tutelare la privacy di terze persone. Una prima direttiva riguarda l’idoneità delle telecamere alla ripresa esclusiva di aree di propria pertinenza. Nessun occhio indiscreto, dunque, su aree private esterne al di fuori del proprio spazio privato. Se non fosse possibile sarebbe necessario oscurare porzioni di immagini mediante accorgimenti tecnici. Non adottando tali soluzioni si rischierebbe di incorrere nel reato di interferenze illecite.

Altre indicazioni da seguire

Nel caso in cui la videosorveglianza privata implichi la registrazione di filmati con terze persone obbligate al passaggio nell’area privata sorvegliata sarà necessario che tali persone diano il consenso alla ripresa. Il diritto di passaggio e l’assenso connesso dovranno essere esplicitati una sola volta senza doverli poi rinnovare. E’ fondamentale, poi, informare ogni persona della presenza di una telecamera con appositi cartelli.

Per quanto riguarda le aree condominiali comuni o di terzi, la telecamera non può riprenderle a meno che non si proceda con oscuramenti. Se l’installazione riguarda l’intero condominio occorrerà che i condomini si dichiarino d’accordo durante un’assemblea con la partecipazione minima della maggioranza delle persone coinvolte. Concludiamo con la regola secondo cui non è possibile inviare le immagini registrate a terze persone né diffonderle in alcun modo.