I furbetti delle targhe rischiano multe salate: le ultime novità da conoscere

Stretta sulle targhe estere, cambiano le indicazioni e i furbetti tremano. Scopriamo quali sono le direttive da conoscere.

targhe estere Legge
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I proprietari di un veicolo con targa estera devono prestare attenzione ai cambiamenti in atto. La norma del 2018 sta, infatti, per essere modificata non risolvendo, però, alcune rilevanti criticità. Leasing, noleggio, comodato all’estero e ancora incidenti e pagamenti delle tasse, sono tanti i punti non ancora chiari e le direttive che fino ad ora hanno agevolato i titolari delle auto con targhe estero potrebbero essere modificate provocando una pesante stretta. Cerchiamo di ripercorrere i cambiamenti degli ultimi anni per apprendere, poi, le ultime novità da conoscere.

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Targhe estere, nel 2018 la prima svolta

La questione delle targhe estere risale agli anni novanta ma abbiamo assistito ad una vera esplosione del fenomeno a partire dal 2011. Circolare con una targa estera, infatti, significava non pagare le tasse di iscrizione al Pra, il bollo auto ed evitare le notifiche delle multe e gli aumenti delle assicurazioni. I residenti italiani si sono dati da fare e sono diventati sempre più numerosi i proprietari di un veicolo con targa estera.

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Nel 2018, però, è arrivata una prima svolta con la modifica dell’articolo 93 del Codice della Strada. I residenti in Italia da più di 60 giorni non potevano più guidare un’auto o una moto immatricolata in un paese estero. Pena una sanzione di 711 euro e la confisca del veicolo (a meno che non si fosse proceduto all’immatricolazione in Italia entro 180 giorni). Esenti dalla direttiva sono stati i titolari di auto a noleggio o leasing o comodato UE o SEE senza seconda sede in Italia.

I cambiamenti fino al 2021

L’articolo 93 bis è stato modificato nel 2019 e nel 2020 con piccoli accorgimenti rispetto a quanto deciso nel 2018. Sono stati inclusi i rimorchi, le esenzioni sono aumentate e gli importi delle sanzioni rimodulati. In più, dai 60 giorni si è passati ai tre mesi di libera circolazione prima di procedere con l’immatricolazione in Italia. I tre mesi sono ora quattro ma la sanzione scatterà anche se alla guida dell’auto c’è un residente all’estero. E’ obbligatorio, al momento, avere a bordo del veicolo un documento sottoscritto con data certa dall’intestatario del mezzo completo di titolo e durata della disponibilità. Il documento e la registrazione è fondamentale dato che tutti i veicoli presenti in elenco devono seguire il Codice italiano.