Scopriamo in che modo si possono evitare salate contravvenzioni dovute all’autovelox. Si tratta di un metodo assolutamente consentito che può essere di grande aiuto

Autovelox
Fonte Adobe Stock

L’autovelox è uno dei principali terrori degli automobilisti italiani. Si tratta di un sistema che penalizza chi non rispetta i limiti di velocità, anche se si viene sorpresi di pochi km/h oltre il limite consentito. Una situazione che si traduce in numerose e spiacevoli multe, che soprattutto in questa fase hanno un peso specifico di gran lunga più ampio.

Niente paura però, nel frusinate hanno dato vita ad un’idea su come aggirare il problema. È bene specificare che non si tratta di nulla di illegale, ma solo di una tecnica piuttosto curiosa utile alla causa.

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In pratica si tratta di una situazione figlia di una decisione di un Giudice di Pace locale che ha invalidato la multa non staccata al momento dell’accaduto. Il guidatore penalizzato ha vinto così il ricorso evitando un esborso indesiderato di denaro.

Ma perché è stato possibile ciò? Semplice. Tutto dipende dalla foto, senza la quale non è possibile procedere con la sanzione. D’altronde si tratta della prova della trasgressione, se manca cade tutto l’impianto accusatorio.

Stando alla sentenza in questione, le sanzioni dettate dall’autovelox possono essere annullate grazie ad un ricorso legittimo nel caso non venga prodotta nessuna foto dall’ente chiamato ad accertare il fatto. 

Infatti non può essere dimostrato l’episodio contestato, il che ha dato il via ad una nuova serie di azioni difensive inerenti questa tematica. La sentenza oggetto del caso è stata emanata lo scorso settembre in seguito ad una multa per eccesso di velocità comminata in provincia di Frosinone.

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È stata messa a verbale solo in un secondo momento da un agente accertatore che però ha dimenticato il dettaglio più importante, ovvero mostrare le immagini che non sono mai state prodotte in giudizio. Le foto incriminate oltre a dimostrare il fatto avvenuto servono anche agli automobilisti stessi, che hanno tutto il diritto di poterle vedere.