Cellulari, cambiano le regole: obblighi in arrivo (e anche le sanzioni)

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche porta grosse modifiche. Rivedendo, a vantaggio degli utenti, le pratiche dei gestori delle offerte sui cellulari.

Cellulari norme sanzioni
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Il mese di gennaio porta novità ma è bene non dimenticare che alcune di esse sono entrate in vigore già prima che avvenisse il passaggio dell’anno. E, peraltro, su fronti di interesse strettamente comune, dal Fisco fino ai telefoni cellulari. Anche i nostri smartphone, infatti, dovranno fare i conti con alcune importanti variazioni regolamentari, convogliate nel nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche, disposto già a partire dal mese di dicembre. Le nuove regole vanno di fatto a ridefinire i diritti dei consumatori e riguarderanno in primis i contratti operati dai gestori telefonici. Un dettaglio non trascurabile, dal momento che nell’ultimo anno si è cercato di lavorare in direzione di una stretta normativa alla libertà di modifica.

Le novità sono volte a favorire i clienti. Soprattutto su un tema delicato come quello della tariffazione. Fra i primi aspetti che si modificheranno, infatti, figura la durata dei contratti, estendibili ora fino a un massimo di 24 mesi. Inoltre, anche gli operatori stessi saranno sottoposti a degli obblighi specifici decretati per legge. Uno di questi riguarda la proposta di un’offerta della durata massima iniziale di 12 mesi, in modo da rendere più agevole un’eventuale variazione. Fino a un mese fa, infatti, la durata dei contratti proposti era di 48 mesi, con obbligo per il cliente di saldare le rate. Anche in caso di disdetta.

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Cellulari, come cambiano le regole per gestori e consumatori

L’approccio è in sostanza volto a favorire i clienti da vincoli contrattuali non congrui alla promozione e dal rischio di modifiche senza un’opportuna presa visione anticipata. L’Antitrust, da questo punto di vista,  non ha mancato di criticare in passato le pratiche applicate dai gestori, ritenute eccessivamente vincolanti per i consumatori. Oltre che, in qualche modo, deleteria anche sul piano concorrenziale, dal momento che i possessori dei cellulari avrebbero avuto legittimi dubbi a cambiare in corsa. L’unica perplessità sulla novità introdotta, riguarda il costo delle rate. La contrazione dei tempi piuttosto corposa (da 48 a 12 mesi), secondo SosTariffe.it rischia di tradursi in prezzi più elevati da sostenere mensilmente. Gli esperti, però, suggeriscono come tale eventualità possa essere scansata semplicemente distinguendo i contratti fra installazione e attivazione del servizio di telefonia.

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La pertinenza dei costi sarà valutata da Agcom, che dovrà vigilare anche sull’applicazione delle nuove regole. Anche in questo senso, infatti, arriverà un importante giro di vite. Le norme introdotte ridefiniranno il diritto di recesso del cliente, verso il quale vigerà l’obbligo, da parte del gestore, di un’informativa preventiva di 30 giorni sulle modifiche unilaterali apportate ai contratti. In tal modo, il consumatore potrà decidere (entro 60 giorni) se accettare la novità o disdire in modo gratuito, senza costi aggiuntivi né penali. Anche sui contratti rinnovabili in automatico sarà richiesta maggiore contezza. L’utente, infatti, dovrà essere informato della proroga almeno due mesi prima. Così da verificare eventualmente la presenza di offerte di mercato più congrue alla sua situazione. E attenzione, perché la vigilanza sarà stringente, così come severe saranno le sanzioni in caso di infrazione. Le multe vanno da minimo di 240 mila euro a un massimo di 5 milioni.