Il bonus acqua potabile relativo alle spese sostenute nel 2021 si può richiedere dal 1 al 28 febbraio 2022. Ecco a quanto ammonta

Bonus acqua potabile
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Manca davvero poco all’apertura delle richieste per il bonus acqua potabile. Si parte il 1 febbraio 2022 e c’è tempo fino al 28 febbraio per espletare la pratica. L’invio può essere effettuato direttamente dal contribuente o attraverso un intermediario, come ad esempio il proprio commercialista di fiducia.

Per chi non ne fosse a conoscenza si tratta di un possibilità introdotta con la Legge numero 178/2020, Legge di Bilancio 2021. Vediamo in cosa consiste nello specifico, cosa fare per ottenerlo e quali cifre spettano agli aventi diritto.

Bonus acqua potabile: nuova occasione di risparmio

Bonus acqua potabile: quali rimborsi si possono ottenere

Consiste in un credito d’imposta del 50% in un’unica soluzione fino a una disponibilità di risorse complessive di 5 milioni di euro l’anno e riguarda le spese sostenute tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022.

È valido per l’acquisto è l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento di anidride carbonica alimentare, finalizzati a migliorare le acque destinato al consumo umano erogate dagli acquedotti. 

Passando all’importo delle spese su cui calcolare l’agevolazione è pari a 1000 euro per ciascun immobile per le persone fisiche e 5000 euro per ogni immobile adibito ad attività commerciale o istituzionale. 

Attraverso il provvedimento del 16 giugno 2021, il Fisco ha determinato i criteri e le modalità di accesso al credito d’imposta. Possono usufruire di questa importante concessione le persone fisiche, gli esercenti di attività di impresa e gli enti non commerciali.

Il primo passo da compiere per poter ottenere il beneficio è inviare all’ADE l’apposita comunicazione delle spese sostenute. Non bisogna fare altro che accedere alla propria area riservata avvalendosi delle credenziali SPID, CIE O CNS. 

Bonus Idrico, si può ottenere solo così: la piattaforma dedicata

Il bonus è utilizzabile dalle persone fisiche non esercenti di attività di impresa nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui sono state sostenute le spese e in compensazione in F24 dai soggetti diversi dalle persone fisiche. Va tassativamente conservata la fattura elettronica o il documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito.