Ottenere il rimborso, quantomeno parziale, delle spese sostenute per tamponi e mascherine è possibile. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

mascherine tamponi euro
Foto © AdobeStock

Ormai da quasi due anni il governo adotta tutta una serie di misure volte a contrastare la diffusione del Covid. Decisioni che hanno portato in molti casi alla chiusura di diverse  attività, con tante persone che si ritrovano così a dover fare i conti con delle minori entrate. Una situazione particolarmente difficile da gestire, soprattutto considerando che sono molte le spese da sostenere, che finiscono, inevitabilmente, per incidere in modo negativo sul bilancio famigliare.

Tra queste si annoverano i costi per i tamponi e le mascherine che ormai sembrano essere entrati a far parte, a tutti gli effetti, delle nostre vite. Proprio in tale ambito, pertanto, sorge spontanea una domanda. È possibile ottenere un rimborso? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Vaccino anti-Covid, avviata prima azione di risarcimento: cosa sta succedendo

Tamponi e mascherine, ottenere il rimborso è possibile: tutto quello che c’è da sapere

Come noto il governo ha deciso di adottare nel corso degli ultimi mesi delle misure attraverso le quali cercare di contrastare la diffusione del Covid. Tra quelle più discusse si annovera senz’ombra di dubbio il Green Pass che, a partire dallo scorso 6 agosto, è obbligatorio per accedere a numerose attività.

Se tutto questo non bastasse, di recente il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità un nuovo decreto, attraverso il quale ha deciso di inasprire le regole inerenti l’utilizzo della certificazione verde, oltre che rendere obbligatorio il vaccino per gli over 50.

Ma non solo, a partire dallo scorso 15 ottobre, ricordiamo, i lavoratori sono tenuti a presentare la certificazione verde per accedere sul posto di lavoro. Una decisione che finisce, inevitabilmente, per avere delle ripercussioni su milioni di lavoratori e sopratutto sulle tasche di coloro che non vogliono vaccinarsi. Proprio per questo motivo qualche tempo fa abbiamo visto assieme quanto costa fare i tamponi per andare a lavorare.

Oggi, invece, cercheremo di rispondere ad un altro quesito, ovvero: è possibile ottenere un rimborso, almeno parziale, per le spese sostenute per tamponi e mascherine? Ebbene sì, in determinati casi e rispettando determinate regole, ciò è possibile. Entriamo quindi nei dettagli per ottenere maggior informazioni in merito.

Tamponi e Green Pass, il binomio all’era del Covid

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, recita l’articolo 1 della Costituzione. Proprio l’attività lavorativa, d’altronde, ci consente di avere il reddito necessario per acquistare i beni e servizi grazie ai quali poter soddisfare le nostre varie necessità. A partire dal 15 ottobre, però, possiamo dire che se è pur vero che l’Italia è fondata sul lavoro, quest’ultimo è basato sul Green Pass.

Nel corso degli ultimi mesi, infatti, il governo ha deciso di inasprire le regole inerenti l’utilizzo della certificazione verde che è obbligatoria per andare a lavoro e non solo. Per ottenere tale certificato, almeno per quel che riguarda quello base, ricordiamo, bisogna aver fatto il vaccino oppure uno dei tamponi considerati validi.

È facile pertanto intuire come questa decisione porti con sé delle ripercussioni sulle tasche di molte famiglie e in particolar modo di coloro che decidono di non sottoporsi alla vaccinazione. Ebbene, proprio in tale ambito interesserà sapere che è possibile recuperare, almeno in parte, il costo sostenuto per effettuare i tamponi in occasione della dichiarazione dei redditi.

Tamponi, occhio alla detrazione con la dichiarazione dei redditi

I tamponi, infatti, rientrano tra le spese sanitarie per le quali si ha diritto ogni anno alla detrazione IRPEF. Proprio per questo motivo, in sede di dichiarazione dei redditi, sarà possibile indicare tali spese e ottenere eventualmente il relativo rimborso. La detrazione per le spese sanitarie, ricordiamo, è  pari al 19% su un importo superiore ai 129,11 euro e valore massimo pari a mille euro.

In particolare, per ottenere la detrazione, bisogna utilizzare questa formula: “(SPESE SOSTENUTE – 129,11) *19/100”. Ne consegue, pertanto, che il valore massimo ottenibile di rimborso è pari a 165,47 euro. Proprio quest’ultimo, quindi, è il valore della detrazione che è possibile portare in detrazione grazie alla dichiarazione dei redditi.

Tamponi e dichiarazione dei redditi: attenti alle ricevute

Al fine di poter ottenere la detrazione, in sede di dichiarazione dei redditi, dei costi sostenuti per i tamponi è fondamentale conservare i relativi giustificativi. Tra questi si annoverano gli scontrini parlanti, le fatture e le ricevute fiscali. Ma non solo, bisogna sapere che è sempre possibile ottenere la detrazione dei test in questione, anche in caso di pagamenti in contante, a patto che vengono effettuati presso farmacie, laboratori pubblici o comunque centri accreditati con il SSN.

Nel caso in cui, invece, i tamponi, a prescindere che si tratti di test antigenici, molecolari o sierologici, vengano eseguiti presso strutture non accreditate con il SSN, è necessario che il pagamento venga effettuato attraverso uno strumento di pagamento tracciabile, come ad esempio bancomat o carta di credito. In caso contrario, infatti, non è possibile beneficiare della relativa detrazione.

Mascherine, ecco quando rientrano nella detrazione

Anche le mascherine, così come i tamponi, rientrano tra le spese sanitarie per le quali si ha diritto ogni anno alla detrazione IRPEF. A tal fine, però, è necessario che si tratti di dispositivi medici. In particolare se si tratta di mascherine chirurgiche deve essere rispettata la norma tecnica UNI EN 14683:2019. Nel caso in cui, invece, si acquistino mascherine FFP2 o FFP3 deve essere rispettata la norma tecnica armonizzata UNI EN 149:2009.

Vaccino anti-Covid, un giro d’affari che vale miliardi: chi guadagna di più

Tutte le altre mascherine disponibili in commercio, come ad esempio quelle comunitarie, invece, non sono considerate dispositivo medico e per questo motivo non danno diritto ad alcun rimborso sotto forma di detrazione. Ottenere il rimborso, quantomeno parziale, dei costi sostenuti per le mascherine e i tamponi, quindi, è possibile. Questo a patto che si rispetto i requisiti poc’anzi citati e si dichiarino le relative spese in sede di dichiarazione dei redditi.