A febbraio servirà l’Isee 2022 per continuare ad usufruire del Reddito di Cittadinanza. Vediamo quali ripercussioni può avere questo passaggio 

Reddito di Cittadinanza
Fonte Adobe Stock

Le prossime settimane sono decisive per i percettori del Reddito di Cittadinanza. Infatti a febbraio avverrà il ricalcolo dell’assegno mensile in base all’Isee dell’anno appena iniziato.

Quello di gennaio 2022 è infatti l’ultimo che fa fede all’indicatore del 2021, dopo di che bisogna fornire quello nuovo. Le possibili mutazioni tra la situazione precedente e quella attuale, potrebbero avere però degli effetti sui percettori e non sempre positivi.

Reddito di Cittadinanza, chi è senza Green Pass lo perderà: ecco perché

Reddito di Cittadinanza come viene rivalutato da febbraio 2022

Infatti in base alle variazioni reddituali l’importo del Reddito di Cittadinanza viene ricalcolato al rialzo o al ribasso. Da non escludere le ipotesi che possa rimanere invariato e quella drastiche che porta alla revoca del beneficio.

Dunque, tutto dipende dall’Isee che va tassativamente riformulato onde evitare di perdere il diritto al bonus e la possibilità di accedere ad altre importanti possibilità previdenziali. La pratica va espletata entro il 31 gennaio 2022 onde evitare di perdere il sussidio a partire da febbraio 2022. 

Un pericolo a cui si va in contro anche se l’ISEE 2022, supera la cifra di 9.360 euro. A quel punto almeno fino a gennaio 2023 bisogna dire addio al RDC. Stesso discorso se il reddito familiare è al di sopra dei 6.000 euro annui. 

Il resto dei casi come già specificato prevede un incremento o una decurtazione a secondo di come è variato il reddito. Andando nello specifico, gli aumenti riguardano i nuclei familiari che hanno una casa di proprietà e hanno un mutuo a cui dover adempiere. La maggiorazione della somma annuale non può però supera i 1.800 euro. Quindi non influisce il valore del mutuo.

Reddito di Cittadinanza: va inserito nell’ISEE? La risposta che fuga ogni dubbio

Ad ogni modo il Reddito di Cittadinanza non può mai essere maggiore di 9.360 euro anni, ovvero 780 euro mensili. Per effetto di ciò, molti fruitori sono in apprensione e temono di poter perdere qualcosa. Altri invece gongolano e sono speranzosi circa una lieve aggiunta, che naturalmente è sempre ben gradita.