Con l’entrata in vigore del Super Green Pass deciso dal decreto legge dello scorso 29 dicembre, le persone non vaccinate saranno respinte da diversi luoghi 

Super Green Pass
Fonte Adobe Stock

Vaccinarsi o meno contro il covid è una scelta importante in questa fase storica, che può avere delle ripercussioni sulla propria vita quotidiana. Chi non ne vuole proprio sapere di farsi inoculare il siero anti coronavirus, a partire da lunedì 10 gennaio 2022 dovrà restringere il campo delle attività da compiere.

L’entrata in vigore del Super Green Pass infatti rappresenta un’importante scrematura. Al contempo sta generando anche una gran confusione. Dunque chi non ricevuto il vaccino o non dispone di un certificato di guarigione dal covid, dovrà aspettare almeno fino al 31 marzo 2022 (data che segna il termine dello stato di emergenza, salvo ulteriori proroghe) prima di poter tornare a compiere le seguenti attività a prescindere dal colore della zona in cui si trova.

Green Pass obbligatorio, il grande dubbio: serve anche per fare la spesa?

Super Green Pass: cosa non potranno più fare coloro i soggetti non immunizzati

In primis non potranno più prendere i mezzi pubblici di qualsiasi genere (anche locali). Chi non dispone del certificato verde rafforzato potrà spostarsi solo con mezzi propri. L’unica eccezione è prevista per gli scuolabus dedicati agli studenti over 12, che potranno spostarsi solo con il Green Pass base, ma esclusivamente per motivi di salute e di studio.

Ingresso vietato ai non vaccinati anche nei ristoranti, bar, alberghi e strutture ricettive. Non sarà possibile nemmeno consumare al tavolo e al banco nemmeno all’aperto. Quindi, prendere un caffè al bar sarà un lusso riservato a chi si è sottoposto all’inoculazione. 

Green Pass, carcere per chi trasgredisce: “Attentato alla salute pubblica”

Stesso discorso per quanto concerne l’accesso alle feste in seguito a cerimonie civili, religiose, sagre e fiere. Passando ai luoghi del benessere e della cultura il Green Pass rafforzato è necessario per poter accedere ai centri congressi, impianti di risalita delle stazioni sciistiche, piscine, centri benessere (anche all’aperto), centri culturali, sociali e ricreativi.

Insomma, la vita da no-vax in questa fase si preannuncia ardua, ma d’altronde la stretta del Governo ha proprio il chiaro intanto di convincere i più scettici a tornare sui propri passi.