Sanzione amministrativa, cosa accade se non si hanno i soldi per pagarla

Sanzione amministrativa, cosa succede se non si hanno i soldi per poterla pagare in tempo? Scopriamo tutte le conseguenze previste dalla normativa.

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In un periodo di crisi economica riuscire a mettere da parte dei risparmi è impossibile. Tante famiglie si ritrovano a dover gestire importi esigui sufficienti per arrivare a fine mese soddisfacendo i bisogni primari senza concedersi “distrazioni”. Questa è la descrizione di una realtà difficile che non dovrebbe esistere ma che purtroppo continua a coinvolgere un ampio numero di cittadini. Le spese sono quantificate e limitate, ma cosa succede nel caso di un’uscita extra come una multa o in generale una sanzione amministrativa? Inoltre, spesso gli importi richiesti sono talmente elevati da mettere in grave difficoltà anche chi normalmente non ha problemi economici.

Sanzione amministrativa, ora arrivano i guai

Oltre a piccole multe per divieto di sosta e simili, alcune sanzioni amministrative richiedono degli ingenti pagamenti. Poniamo il caso di guida senza patente. L’importo previsto è superiore ai 50 mila euro. Come risarcire tale cifra se non si hanno i soldi a disposizioni? Quali sono le conseguenze se non si corrisponde quanto dovuto?

Poniamo il caso che la sanzione amministrativa venga erogata ad un minorenne. Il compito di versare l’importo della multa spetta ai genitori, indipendentemente da separazioni o divorzi in atto. Sulla notifica della sanzione, infatti, il verbalizzante dovrà indicare non solo il nome del minorenne ma anche quello del padre e della madre. E se il pagamento non dovesse avvenire?

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Cosa accade se non si paga

La procedura che scatta nel momento in cui una sanzione non viene pagata si chiama riscossione esattoriale. Il Comune o comunque l’Amministrazione titolare del credito stilerà un documento chiamato “ruolo” che includerà il nome del cittadino coinvolto – e i genitori se minorenne – la causa della sanzione e la data. Tale documento verrà trasmesso all’Agente per la Riscossione Esattoriale. Il riferimento è all’Agenzia delle Entrate Riscossione per i crediti dello Stato e alle società private locali che hanno stretto accordi con l’ente in caso di crediti di Enti Locali come Provincia, Comune o Regione.

A questo punto, il debitore riceverà una cartella esattoriale come ultimo invito al pagamento. L’importo non sarà più quello iniziale ma verrà maggiorato degli interessi e delle spese di notifica. La cartella dovrà essere pagata entro 60 giorni – oppure il cittadino dovrà fare ricorso e chiedere l’annullamento il questo lasso di tempo – altrimenti si rischiano azioni cautelari o esecutive. Parliamo dell’ipoteca sulla casa e dell’iscrizione del fermo dell’auto. L’azione dipenderà dall’importo dovuto e si potrebbe arrivare anche al pignoramento dei beni, dello stipendio, della pensione o del conto corrente.