Si possono ottenere permessi legge 104 anche in alcuni casi che non tutti considerano. Andiamo a vedere quali sono nel dettaglio 

Permessi legge 104
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I titolari di legge 104 per forza di cose godono di alcuni particolari diritti sul lavoro. Le loro condizioni di salute infatti comportano una serie di controlli accurati che alle volte non consentono di poter essere sempre presenti nel luogo in cui si presta servizio.

Non tutti sanno però che anche le persone che non godono dei benefici della suddetta norma, alle volte possono usufruire di permessi particolari dedicati solitamente a questa categoria. Si tratta di situazioni piuttosto comuni, che consentono di utilizzare anche i congedi straordinari previsti dalla legge 151.

Permessi legge 104: le tre patologie con cui si possono ottenere, ma che nessuno considera

La prima da tenere in considerazione è il battito accelerato, solitamente dovuto ad una situazione di ansia e stress. Uno studio ha constatato una correlazione tra la frequenza cardiaca e la demenza. Per effetto di ciò questa condizione si manifesta maggiormente nelle persone con età uguale o superiore a 60 anni.

La seconda condizione per cui si possono ricevere al lavoro i trattamenti previsti dalla legge 104 è il mal di testa. Ebbene si, se si protrae nel tempo deve essere preso in considerazione e non sottovalutato (potrebbe anche essere l’avvisaglia di una malattia di non poco conto). Nel lungo periodo può avere delle conseguenze sulla qualità della vita e quindi ha tutti i connotati della patologia invalidante. 

Sulla stessa scia può essere menzionata la pressione alta. Soprattutto con l’avvento del covid questa condizione ha subito un drastico e preoccupante aumento. L’ipertensione arteriosa dà diritto all’esenzione del ticket sanitario e all’assegno di invalidità. Qualora la situazione sia grave dà diritto a tutte le agevolazioni affini alla legge 104. 

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Dunque, chi per qualsiasi motivo si ritrova ad avere problematiche riconosciute dalla norma oggetto della questione, può fare domanda per ottenere 3 giorni di permesso al mese direttamente all’Inps. Una copia però va consegnata al datore di lavoro.

Il concetto riguarda anche i familiari che hanno un disabile a carico fiscalmente. Naturalmente le giornate in questione devono essere utilizzate per l’assistenza alla persona invalida. In caso di violazione si rischia addirittura il licenziamento.