Premi di produttività, come funzionano? La verità che non ti aspetti

I premi di produttività si presentano come degli incentivi che le aziende offrono ai propri dipendenti, ma come funzionano? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Premi di produttività
Foto © AdobeStock

Il lavoro riveste un ruolo importantissimo nella nostra vita, in quanto ci consente di ottenere i soldi necessari per poter far fronte alle varie spese quotidiane. Allo stesso tempo non si può fare a meno di pensare a come, spesso, l’attività lavorativa si riveli essere fonti di diversi problemi, per via dei vari impegni e scadenze da rispettare. Proprio in tale ambito, pertanto, si rivela necessario, da parte delle aziende, creare delle condizioni ottimali.

In questo modo i dipendenti si sentono sempre gratificati e lavorano meglio. Diverse, in effetti, sono le misure che possono essere attuate in tal senso. Tra queste si annoverano  i premi di produttività, che si rivelano essere un importante incentivo, grazie ai quali contribuire ad aumentare la quantità e migliorare la qualità del lavoro. Ma come funzionano? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere proprio sui premi di produzione.

Premi di produttività, tutto quello c’è da sapere su questo incentivo

Gli ultimi due anni sono stati segnati dall’impatto negativo del Covid sia dal punto di vista delle relazioni sociali che economiche. Molti imprenditori, purtroppo, hanno dovuto abbassare le serrande delle proprie attività, costringendo molte famiglie a dover fare i conti con delle minori entrate.

Un contesto difficile, in cui, per molte persone, riuscire a fronteggiare le varie spese risulta essere particolarmente difficile. Proprio in un contesto complicato come quello attuale, pertanto, destano particolare gioia notizie come quella inerente la Ferrero che qualche mese fa ha deciso di riconoscere un premio di 2.200 euro lordi ai propri dipendenti.

Un chiaro esempio di incentivo riconosciuto dall’azienda ai dipendenti, a seguito dell’ottimo lavoro svolto e dei risultati conseguiti. I premi di produzione, infatti, non sono altro che compensi aggiuntivi. Quest’ultimi possono essere conferiti ai lavoratori in busta paga in aggiunta allo stipendio base.

Si tratta, in pratica, di una sorta di bonus che viene erogato per aver raggiunto un particolare miglioramento delle performance da parte dell’azienda, dal punto di vista qualitativo o quantitativo. Ma come funzionano? Entriamo nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Premi di produttività, come funzionano: occhio ad importo e obiettivi

Come già detto i premi di produttività si presentano come incentivi offerti dalle aziende ai dipendenti al fine di aumentare la quantità e la qualità del lavoro. Soffermandosi su queste entrate extra, bisogna sapere che mentre alcuni sono obbligatori, altri dipendono dalla volontà del datore di lavoro.

In genere sono legati al raggiungimento di obiettivi che vengono fissati in anticipo. Tuttavia non è possibile stabilire a priori la linea da seguire, in quanto può risultare differente a seconda degli accordi che possono essere individuali, ovvero tra datore e lavoratore. Ma non solo, possono essere aziendali, ovvero tra datore e sindacati, oppure territoriali, ovvero tra rappresentanti dei datori di lavoro e sindacati.

Stesso discorso vale per l‘importo, che non è fisso, bensì legato all’aumento che viene registrato. Ad esempio l’importo può essere legato al numero di unità prodotte oppure di riduzione dei costi di produzione. In altri casi è possibile optare per un obiettivo in termine di produttività qualitativa, frutto ad esempio del comportamento dei dipendenti in un determinato contesto lavorativo.

Premi di produttività, aspetto fiscale ed erogazione in denaro o benefit di welfare aziendale

Per quanto riguarda l’aspetto fiscale, bisogna sapere che i premi di produttività sono soggetti a una tassazione specifica e godono di importanti benefici fiscali. Ad esempio se sono previsti da contratti collettivi aziendali o da contratti territoriali di settore, la tassazione risulta abbattuta al 10% in presenza di premi fino a 3 mila euro.

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Questo nel caso in cui il lavoratore presenti un reddito inferiore a 80 mila  euro. Per finire ricordiamo che il premio di produttività può essere erogato sia attraverso l’esborso di soldi, oppure come benefit di welfare aziendale. Nel caso in cui il datore decida di convertire il premio in servizi non considerati redditi, allora risultano esenti sia dal punto di vista fiscale che contributivo.

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