Assegno ordinario di invalidità: si può percepirlo smettendo di lavorare?

L’assegno ordinario di invalidità può avere due risvolti completamente differenti. Quali sono e in che modo possono concretizzarsi 

Assegno ordinario di invalidità
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L’assegno ordinario di invalidità è uno strumento molto importante per i lavoratori dipendenti ed autonomi, a cui viene riconosciuta la perdita della capacità lavorativa superiore a due terzi. 

Naturalmente deve essere in possesso dei requisiti contributivi necessari per l’accesso al beneficio. Una volta che la richiesta è andata a buon fine, il titolare dell’assegno di invalidità non deve necessariamente interrompere l’attività lavorativa per poter godere del sussidio.

Al contempo però qualora le sue condizioni fisiche non lo consentano, nulla gli impedisce di concludere il rapporto lavorativo e di continuare a ricevere l’assegno ogni mese.

Assegno ordinario di invalidità: quando consente di cessare l’attività lavorativa

L’abbandono del lavoro non implica quindi la perdita del diritto a godere del titolo ottenuto in precedenza. C’è però un requisito a cui bisogna sempre mantenere, ovvero quello sanitario.

L’assegno infatti ha scadenza triennale dopo di che è prevista la visita di revisione per il rinnovo della domanda. Se durante i controlli medici vengono meno le condizioni indispensabili per percepirlo, il sostegno potrebbe non essere confermato per un ulteriore triennio.

Al terzo rinnovo consecutivo però, la prestazione diventa definitiva e quindi non più soggetta a scadenza. L’Inps (che eroga anche la pensione di invalidità) però può comunque convocare il soggetto disabile per una visita di controllo una tantum.

Giunti ad una condizione di stabilità in tal senso, si può anche decidere seriamente di smettere di lavorare qualora si ritenga che possa comportare uno sforzo eccessivo viste le condizioni di salute. 

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Se invece per qualsiasi motivo si ritiene che l’assegno ordinario di invalidità possa essere revocato, allora è bene proseguire con il lavoro (se si hanno le capacità per farlo), per scongiurare di rimanere senza alcuna forma di reddito. 

Magari si può optare per un impiego part time, che consente di poter centellinare meglio le proprie forze. In ogni caso fare dei calcoli è più che lecito, anzi fondamentale. Andando per gradi, prima bisogna comprendere cosa può dare il proprio corpo e poi ponderare se lavorare o meno percependo l’assegno.