Attenzione, pensione a rischio! Vi è un gesto che potrebbe costarvi caro, in quanto c’è chi rischia di perdere l’assegno. Ecco cosa c’è da sapere in merito.

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Dopo aver trascorso la maggior parte della propria vita alle prese con i vari impegni lavorativi, finalmente è possibile andare in pensione. Un traguardo indubbiamente importante della propria vita, che permette di staccare la spina dal lavoro e dedicarsi alle proprie passioni. Per poter accedere a tale trattamento, però, bisogna essere in possesso di determinati requisiti.

Questi riguardano sia l’aspetto anagrafico che contributivo. Allo stesso tempo, anche una volta ottenuto l’accesso ad una determinata prestazione economica erogata dall’Inps bisogna stare attenti. Vi è un gesto, infatti, che potrebbe costarvi caro, in quanto c’è chi rischia di perdere l’assegno. Ma per quale motivo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pensione, assegno a rischio: occhio al cambio di residenza

Mentre in molti sono in attesa di scoprire quali novità verranno introdotte dal governo con la prossima riforma delle pensioni che dovrebbe essere attuata dal governo Draghi, è bene sapere che vi sono alcuni titolari di trattamento pensionistico che rischiano di perdere l’assegno. In particolare rischia di incorrere in questo incubo chi non provvedere a comunicare tempestivamente all’Inps determinate informazioni in merito alla residenza.

A tal proposito, come già detto, ricordiamo che per andare in pensione bisogna aver maturato un certo numero di contributi e raggiungere una determinata età. La vita, però, è ricca di imprevisti e può capitare che non si riescano a maturare i contributi necessari per poter accedere a tale trattamento. Proprio in questo ambito, pertanto, giunge in aiuto un assegno mensile che l’Inps riconosce anche a coloro che non hanno versato contributi utili ai fini pensionistici.

Conosciuto anche con il termine assegno sociale, si tratta in pratica di un sussidio volto ad offrire un aiuto alle persone che si ritrovano alle prese con una situazione economica particolarmente difficile. Entrando nei dettagli, ne possono fare richiesta le persone a partire dai 67 anni di età, purché si rispettino determinati limiti di reddito e famigliari. Una volta ottenuto il diritto a tale trattamento, però, bisogna stare attenti, in quanto non necessariamente durerà per sempre.

Non essendo una vera e propria pensione, bensì un sussidio assistenziale, infatti, l’Inps verifica ogni anno che il soggetto beneficiario continui a mantenere i requisiti richiesti per poter accedere a tale trattamento. In caso contrario, quindi, l’istituto di previdenza provvede a sospendere o revocare l’assegno. Bisogna sapere che, oltre a dover accertare il reddito minimo, vi è un altro requisito che attira l’attenzione dell’Inps, ovvero la residenza.

Il cosiddetto assegno sociale, infatti, è inesportabile. Questo vuol dire che per continuare a ricevere tale trattamento bisogna necessariamente risiedere in modo continuativo in Italia. Nel caso in cui si decida di cambiare residenza, trasferendosi in un Paese all’estero, ecco che si perde il diritto all’assegno.

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In particolare bisogna sapere che se il titolare del trattamento in questione soggiorna all’estero per più di 29 giorni, l’istituto di previdenza provvede alla relativa sospensione. Trascorso un anno di tempo dalla sospensione, se il soggetto interessato non dimostra di risiedere in Italia, ecco che si vede revocare definitivamente il pagamento dell’assegno sociale.