Comunione dei beni tra coniugi: cosa rientra e cosa no in base alle leggi 2021

Cerchiamo di comprendere cosa è ricompreso nel concetto di comunione dei beni tra coniugi secondo le disposizioni previste dalle norme vigenti

Comunione dei beni
Fonte Adobe Stock

Il concetto di comunione dei beni è piuttosto vasto e per certi versi complicato. Per questo alle volte si generano dei dubbi che possono dare origine anche a spiacevoli controversie nel caso di cessazione della relazione.

Quindi, andiamo a vedere quali tipologie di beni sono ricompresi in questa casistica e quali invece rimangono fuori. Ecco una panoramica della tematica in base alle disposizioni di legge previste per l’anno solare 2021. 

Comunione dei beni: cosa appartiene ad entrambi i coniugi in virtù delle leggi 2021

Il primo punto da specificare è che nella comunione dei beni sono ricompresi esclusivamente quei beni sia mobili che immobili che si acquisiscono successivamente alla sottoscrizione del contratto di matrimonio. 

Tra questi rientrano la casa coniugale comprata in comproprietà, una seconda casa, un terreno e altri beni patrimoniali affini. Quindi ciò che marito e moglie possedevano singolarmente prima di convolare a nozze non è compreso e rimane di proprietà del singolo coniuge.

Fanno parte del “calderone” gli acquisti fatti dalla coppia insieme o separatamente dopo il fatidico sì (esclusi quelli relativi a beni personali), i proventi dell’attività separata di ognuno dei due coniugi se allo scioglimento della comunione, non sono stati usati e aziende costituite dopo il matrimonio e gestite da entrambi le parti.

Sono ricomprese anche quelle che prima dell’unione appartenevano ad uno solo dei due e che dopo vengono gestite insieme. Naturalmente ciò riguarda solo eventuali incrementi ed utili.

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Discorso differente per quanto concerne lo stipendio dei coniugi. La comunione dei beni (clicca qui per scoprire come tornare indietro) non implica che gli stipendi percepiti singolarmente debbano essere divisi a metà. Per forza di cose condividendo le medesime spese, in linea generale si crea un fondo comune in cui entrambi danno il loro contributo per il fabbisogno familiare.

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Dunque, la materia si presenta piuttosto spinosa e seppur le regole siano chiare, si possono sempre venire a creare dei casi in cui una delle due parti abbia qualcosa da recriminare.