L’indennità per malattia sarà erogata ai lavoratori in quarantena per il Covid a partire dal 1° gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2021. 

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La quarantena scatta nel momento in cui un lavoratore è positivo al Covid oppure in caso di contatto con un positivo. L’assenza dal lavoro viene pagata come indennità di malattia. La questione è stata oggetto di discussioni, di cambi di rotta dell’INPS ma il Decreto Legge del 21 ottobre 2021 stabilisce che il periodo di quarantena con sorveglianza è equiparato alla malattia. Di conseguenza, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale ha comunicato che provvederà a riconoscere la prestazione a tutti i lavoratori del settore privato a cui spetta per diritto la tutela previdenziale della malattia. Le modalità seguite saranno le stesse di sempre e il riferimento è a tutto il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021. Il riconoscimento avverrà in ordine cronologico e sarà possibile grazie ai 967,7 milioni di euro stanziati per l’anno in corso.

Cambio di rotta a favore dei lavoratori

Il passaggio da nessuna risorsa stanziata per il 2021 al fondo di 967,7 milioni di euro è stato decisamente gradito dai lavoratori. L’idea iniziale di non erogare l’indennità di malattia a chi è dovuto stare in quarantena a causa del Covid nel 2021 è stata, fortunatamente, superata. L’INPS fino ad agosto ha comunicato di procedere con la prestazione solamente per coprire gli eventi avvenuti nel 2020 facendo fondo alle risorse stanziate. In seguito alle proteste dei sindacati, il Ministro Andrea Orlando ha attuato un cambio di rotta trovando le risorse per garantire l’equivalenza tra quarantena Covid e indennità di malattia anche nel 2021.

Il rifinanziamento è, così, avvenuto e ora le risorse da sfruttare sono 663,1 milioni di euro per il 2020 e 967,7 milioni per il 2021.

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Riconoscimento della quarantena, come avviene

L’INPS ha proceduto con l’aggiornamento dell’iter di gestione Malattia a pagamento diretto. Lo scopo è riconoscere l’indennità per gli eventi dell’anno 2021 attraverso il certificato medico. Le strutture territoriali dovranno seguire le direttive generali e individuare le liste delle pratiche da lavorare per poterle iniziare a smaltire.

I filtri di riferimento segnalati dall’INPS nel messaggio relativo all’aggiornamento della procedura sono il periodo di riferimento, la categoria del lavoratore dipendente e il codice assegnato dal medico dell’Istituto per la quarantena Covid.