Quello che doveva essere uno spirituale pellegrinaggio a Medjugorje è diventato per molti un vero e proprio incubo. Scopriamo per quali motivi 

Pellegrinaggio a Medjugorje
Fonte Adobe Stock

Aspettare una vita per fare un pellegrinaggio a Medjugorje e per poi ricevere una grandissima delusione. È questo il triste destino capitato ad alcuni fedeli che erano in procinto di recarsi nel luogo di culto situato in Bosnia Erzegovina. 

Bisogna però fare un salto all’indietro nel tempo, esattamente fra ottobre 2015 e aprile 2016. Ai tempi il signor Rolando Pertile 53enne residente a Salcedo in provincia di Vicenza organizzava dei viaggi religiosi per la suddetta località per poi annullarli all’ultimo minuto. Di primo impatto sembrava una mera casualità visto che l’uomo mostrava un programma dettagliato dell’escursione con tanto di tappe e luoghi da visitare.

Pellegrinaggio a Medjugorje: il sacro che diventa profano

A rendere il tutto più eclatante è che il signore in questione faceva perdere le sue tracce senza restituire la cifra pagata per il viaggio (clicca qui per conoscere le mete di alcuni itinerari a sorpresa). La quota di partecipazione aveva un costo piuttosto ingente (3.340 euro).

Per questo alcune delle persone raggirate hanno deciso di denunciare l’accaduto, in particolar modo alcune persone proveniente da altre località di Italia (nella fattispecie un gruppetto di Tarquinia).

La vicenda è finita quindi in un’aula di tribunale, dove il giudice Carli dopo un lungo dibattimento ha condannato a 6 mesi di reclusione e 600 euro di multa il soggetto incriminato. 

L’imputato difeso dall’avvocato Pietro Bertelle ha potuto beneficiare della sospensione condizionale della pena e avrà modo di ricorrere in Appello per ribaltare la sentenza. Pertile ha poi dichiarato di non aver truffato le persone che lo hanno denunciato.

LEGGI ANCHE >>> I cinesi non muoiono mai? Ecco da dove nasce un falso mito decisamente retrogrado

A tal proposito, ecco la sua testimonianza: “Sono stato accusato da sei persone di non aver restituito loro il denaro in seguito alla cancellazione del pellegrinaggio a Medjugorje. Ciò non corrisponde al vero. Avevo accredito le somme spettanti sui conti dei partecipanti, ma l’Iban che mi hanno fornito non era corretto. Inoltre non è vero che sono sparito, il mio numero di cellulare è rimasto il medesimo”. 

Una tesi che però non è bastata convincere il giudice che ha disposto la condanna visto che i pellegrini oltre a non aver coronato il loro sogno religioso, non hanno mai rivisto i soldi che avevano speso per prenotare il viaggio.