Alcuni scienziati hanno appurato che la presenza di un grasso presente in alimento piuttosto diffuso possa comportare la diffusione del cancro 

Olio di Palma
Fonte Pixabay

La pericolosità di alcuni alimenti nel lungo periodo è piuttosto nota, ragion per cui è bene approfondire queste situazioni e dare delle risposte certe alle persone. Uno dei più discussi negli ultimi anni è sicuramente l’olio di palma.

Un prodotto che è stato demonizzato in molti modi, tanto da comportare la dicitura “senza olio di palma” sulle confezioni di diversi generi alimentari. Molti sono stati gli studi a riguardo, che però sembrano confermare queste sensazioni non propriamente positive.

Olio di Palma: in che modo favorisce il cancro

Prima di addentrarci nella questione è bene specificare che l’olio di palma è un ingrediente di origine vegetale presente in tanti prodotti. È particolarmente diffuso anche in Italia visto il suo costo piuttosto basso e consente inoltre una buona conservazione e consistenza dei cibi.

A quanto pare però la correlazione tra il suddetto olio e i tumori non è poi così campata peer aria. Gli scienziati dell’ICREA guidati dal dottor Salvador Aznar-Benitah dell’IRB Bacelona hanno descritto il meccanismo che fa sì che una dieta ricca di olio di palma, renda le cellule tumorali più aggressive, dando loro una maggiore capacità di metastatizzare. 

Tra le scoperte più rilevanti bisogna menzionare quella che l’acido palmitico favorisce le metastasi nei tumori della bocca e della pelle. Per compiere questo approfondito lavoro di ricerca, è stata utilizzata una tecnologia di sequenziamento dell’RNA a cellula singola e di sequenziamento posizionale dell’RNA.

In pratica, prendendo dei topi come cavie, è stato dimostrato come la somministrazione del prodotto incriminato, anche per brevi periodi avesse una capacità di generare metastasi, cioè la diffusione del tumore primario ad altri organi.

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Questa proliferazione rappresenta il 90% dei decessi per cancro. Le alterazioni del genoma delle cellule metastatiche causato dall’acido grasso sono permanenti e ciò fa si che mantengano stabilmente le proprietà più aggressive.

Secondo i ricercatori questo comportamento è una “memoria stabile”. Quindi la patologia potrebbe insorgere anche in un periodo non propriamente vicino a quello dell’esposizione. Dunque, è bene andarci cauti con l’olio di palma, i rischi sono reali ed dimostrati.