L’ultimo desiderio, la voglia di sfidare la sorte e quella scia di magia che non ha cessato di manifestarsi.

Gratta e vinci camionista
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Una storia a tratti commuovente che racconta dell’ultimo desiderio di un uomo, gravemente malato. Sentire ancora sulla pelle il brivido della giocata, la tensione del momento, l’eventuale mai scontata gioia del successo raggiunto. Romano Franciolini, 94enne, ricoverato in una Rse milanese, grazie alla complicità di un giovane infermieri e di un Oss della struttura ha potuto cosi realizzare questo suo ultimo, semplice desiderio.

Giocare al Gratta e vinci, questo desiderava tanto il signor Romano. La sua vita l’aveva vissuta in quel modo, appeso al gioco, ed infatti moltissimi sono stati i suoi problemi proprio in virtù di questo suo “vizio”, troppo spesso letale. Il suo ultimo desiderio, ora che malato terminale di cancro vedeva la sua vita spegnersi giorno dopo giorno era proprio quello di rivivere quel brivido, e grazie all’aiuto ed alla comprensione di due dipendenti della Rsa il tutto è stato possibile.

Gratta e vinci: 500 euro e quel brivido vissuto per l’ultima volta

La giocata organizzata insieme ad altri dipendenti della struttura milanese ha portato all’acquisto di una striscia di biglietti Gratta e vinci. Al signor Romano, l’onore di grattarli, di rivivere quelle sensazioni che tanto gli mancavano. Uno di questi biglietti, rivelatosi vincente ha portato in dote un premio da 500 euro, davvero niente male. La somma è stata poi donata alla stessa struttura per favorire il funzionamento delle animazione agli ospiti.

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Una buona azione insomma e quel premio che forse contribuirà a rendere più sereni gli ultimi giorni di vita di un povero ammalato. Il signor Romano non dimenticherà quel gesto e le sensazioni vissute. Il gioco, il brivido del rischio, la speranza di raggiungere il premio tanto desiderato. A questo non voleva rinunciare, forse, il fortunato paziente protagonista di una splendida vincita che farà sorridere tantissimi ammalati come lui, grazie al suo buon cuore ed a quello del personale che lo ha amorevolmente assistito.