Brutte notizie sul fronte Spid: da novembre si pagherà per il riconoscimento. Continuano i ritiri, occhio anche alle manutenzioni degli impianti.

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Tutto più semplice grazie alla digitalizzazione? Forse. Accessi facilitati ai servizi web, rapidità nell’esecuzione, possibilità di fare tutto da casa. Tutto magnifico a sentirla così. Eppure, come tutte le cose, anche l’operare da remoto ha i suoi svantaggi. Soprattutto per quanto riguarda le operazioni di pagamento, infatti, agire tramite la rete utilizzando i propri dati può esporre ad alcuni rischi, primo fra tutti quello del loro furto. Oltre ai vari phishing, attacchi hacker e tutto quello che il web può nascondere. Pericoli dei quali basta avere la sufficiente coscienza e conoscerne qualche dettaglio, così da fare attenzione nel momento in cui si svolgono operazioni di questo tipo.

Spid a pagamento: quanto si spende a novembre

Certo, come detto la digitalizzazione ha prodotto anche indiscutibili vantaggi. Uno di questi è certamente lo Spid, l’identità digitale che consente di svolgere online delle pratiche che in passato avrebbero richiesto una coda agli uffici di competenza. Un servizio totalmente gratuito, eseguibile via internet e con un riconoscimento presso l’ufficio postale per poterlo attivare. Questo, almeno, fino a poco tempo fa. Il Sistema Pubblico di Identità Digitale meglio noto come Spid, infatti, nella sua utilità ha finito per cadere nell’inevitabile discussione sugli introiti. Poste Italiane, infatti, ha deciso di attivare il servizio dietro pagamento, a un costo di 12 euro. Una scelta comprensibile, dal momento che come qualsiasi azienda anche Poste ha necessità di incrementare i guadagni. Certo è che spendere 12 euro per un semplice riconoscimento appare meno discutibile. Soprattutto in riferimento alle persone meno avvezze alla tecnologia, come gli anziani.

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Ritirato farmaco per l’ipertensione: ecco quale

A proposito di digitale, negli ultimi giorni si era parlato persino di un nuovo Cashback, destinato alle spese sanitarie. Tuttavia, alla digitalizzazione si rifà anche il monitoraggio dei farmaci in uso, negli ultimi tempi sempre più soggetti a controllo viste le normative restrittive sulle componenti di tutto ciò che viene utilizzato. Negli ultimi giorni, sul sito del Ministero della Salute è stato indicato il ritiro di un altro farmaco destinato al contrasto dell’ipertensione (soprattutto arteriosa essenziale), disposto a seguito del richiamo volontario da parte della casa farmaceutica. Si tratta, nello specifico, di un IRBESARTAN ZEN*28CPR 150MG – AIC 041974078, segnalato dalla Società Zentiva. Il numero di lotto è FT074 con scadenza 6/2023. Le istruzioni sono sempre le solite: non utilizzarlo e, se acquistato, provvedere a restituirlo.

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Caldaia, controlli regolari o scatta la multa

Visto l’arrivo prossimo dell’inverno, c’è da scommettere che saranno parecchi i farmaci utilizzati, tra raffreddori e influenze varie. L’attenzione su ciò che si acquista è quindi fondamentale, come lo è monitorare le spese relative agli impianti di riscaldamento casalinghi. In questi casi, non c’è Spid che salvi. Il controllo è parte integrante della nostra responsabilità domestica, specie per quanto riguarda la caldaia. Ricordarsi di effettuare i dovuti controlli, incluso quello di aggiornamento del libretto, è un dovere del cittadino.

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Mancare di farlo, produrrebbe sanzioni anche molto pesanti, con multe fino a 3 mila euro. Controllare l’impianto, infatti, è fondamentale anche per preservare la sicurezza delle persone, della propria famiglia come delle altre dello stabile (se si vive in un condominio). Dalle semplici manutenzioni al bollino blu: tutto va registrato sul libretto. Pena, multe salatissime. Meglio fare attenzione.