Buoni postali della Seri Q: vi dicono qualcosa? In atto una class action che potrebbe portare a risultati imprevisti.

Assegno temporaneo proroga
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Cosa c’è da sapere su cosa avverrà l’8 novembre. Presso il Tribunale di Roma, avverrà la prima udienza per stabilire se c’è legittimità dell’ammissibilità di una class action contro Poste Italiane. Questa, è stata promossa da Federconsumatori, in quanto i buoni postali Serie Q non sono stati mai pagati ai risparmiatori.

I correntisti di Poste Italiane a cui potrebbe costar caro un errore, rimandano alla società la responsabilità per il mancato rimborso dei buoni postali fruttiferi Serie Q e quindi emessi tra il 1986 ed il 1995. Qualcosa di simile, è già stato visto con una sentenza del 2020 in cui il Tribunale di Bergamo, incolpava PT di un errore a danno dei risparmiatori sulla  capitalizzazione degli interessi maturati.

Buoni postali: ecco la novità

In questo caso specifico l’errore è diverso, ma non cambierebbe la sostanza, il che ha fatto infuriare i risparmiatori. Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti, avrebbero adottato una pratica ritenuta illecita, per quanto riguarda la ritenuta fiscale. Le due società applicavano la capitalizzazione al netto della ritenuta fiscale e questo non è possibile.

Se così facendo si esclude una capitalizzazione al lordo della ritenuta, a perderci è proprio il risparmiatore. E non è di poco conto, oltre al fatto che appunto, la società a cui si è fatto affidamento, permette qualcosa di non previsto dal regolamento, sui propri interessi.

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Cosa succede nel caso della Serie Q? L’esempio è fattibile su un buono postale emesso quindi dal 1° luglio 1986 al 31 ottobre 1995, a cui daremo valore di 5.000.000 di Lire, dove l’importo corrisposto al risparmiatore, sarà di 3.773,49 euro. Queste pratiche hanno scontentato quindi i risparmiatori, ma cosa ancor più grave è che non sono neanche pochi. Si stima una cifra che si aggirerebbe attorno alle 250.000 unità, infatti. Per adesso, sono in 4.000 ad aver aderito alla class action, a cui è ancora possibile richiedere l’adesione, tramite il sito www.serieq.it. La Federconsumatori inoltre, si dice disponibile per qualsiasi chiarimento, proprio sugli sviluppi e le cause di questa class action.