Importanti aumenti in vista nel 2022 per molte pensioni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo chi ne ha diritto e cosa c’è da sapere in merito.

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Il lavoro ricopre, senz’ombra di dubbio, un ruolo importante nella nostra vita, in quanto ci offre la possibilità di attingere ai soldi necessari per riuscire a pagare i vari beni e servizi di nostro gradimento. Dopo aver trascorso tutta una vita alle prese con i vari impegni lavorativi, però, è normale voler staccare finalmente la spina.

Proprio in questo ambito giunge in nostro aiuto la pensione, che si rivela essere, a sua volta, un traguardo particolarmente importante. A proposito di questo trattamento economico, inoltre, interesserà sapere che, a partire dal 2022, in molti potranno beneficiare di importanti aumenti. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pensione, importanti aumenti nel 2022 per effetto della rivalutazione

Mentre molti sono in attesa di scoprire quali novità verranno introdotte dal governo con la prossima riforma delle pensioni, tanti pensionati vogliono sapere se, con l’arrivo del 2022, potranno beneficiare di una pensione più ricca. Ebbene, la risposta in questo caso è, per molti, positiva. A partire dal prossimo anno, infatti, grazie alla perequazione automatica, molti pensionati potranno beneficiare di importanti incrementi, che interesseranno in particolar modo le pensioni minime.

Gli aumenti si applicano in automatico dal 1995 in base al costo della vita. Considerando che nel 2021 l’inflazione potrebbe attestarsi a quota 1,5%, si dovrà fare i conti con una rivalutazione delle pensioni, per cui serviranno ben 4 miliardi di euro per coprirle. Nel 2020, ricordiamo, a causa dell’inflazione negativa non vi è stata alcuna rivalutazione.

Quest’anno, però, i prezzi sono saliti alle stelle e pertanto bisognerà adeguare anche gli importi delle pensioni. Ancora nulla è stato deciso in tal senso, in quanto i dati ufficiali Istat non sono ancora stati resi noti e per questo il calcolo preciso verrà effettuato in seguito. In base alle prime stime, però, è possibile ipotizzare un aumento della pensione minima da 515 euro a 541 euro per chi ha meno di 64 anni di età.

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Mentre per chi ha almeno 70 anni l’assegno minimo dovrebbe salire a 651 euro al mese, ovvero 136 euro in più rispetto al trattamento economico attuale. In questo ultimo caso bisogna avere un reddito non superiore a 8.469,63 euro. Nel caso di pensionato coniugato, invece, il reddito non dovrà superare 14.447,42 euro. Al momento, come già detto, si tratta solo di stime. Non resta quindi che attendere le rivalutazioni Inps e vedere di quanto aumenteranno le pensioni.