Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre le lancette si sposteranno indietro di un’ora dando così il benvenuto all’ora solare. Ecco il raffronto con l’ora legale 

Ora solare
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Mancano ormai pochissimi giorni al ritorno dell’ora solare che scatterà ufficialmente nella notte tra il 30 e il 31 ottobre. Alle 3 del mattino, le lancette torneranno indietro di un’ora e dal giorno successivo avremo un’ora di luce in meno. L’ora legale tornerà invece il 27 marzo 2022.

Per questo in molti si chiedono se ancora valga la pena effettuare questo cambio e di abolire definitivamente l’ora solare. D’altronde i dati di Terna a tal proposito sono piuttosto emblematici e la dicono lunga su come nei 7 mesi di ora legale, i consumi sono nettamente minori.

Ora solare vs ora legale: il confronto in termini di risparmio

Il risparmio ammonta a 450 milioni di kWh mentre a livello economico è stato evitato l’esborso di circa 105 milioni di euro. Dal 2004 al 2021 il minor consumo di energia elettrica per l’Italia grazie all’ora legale è stato di 10,5 miliardi di kWh che tradotto in risparmio per i cittadini si aggira intorno agli 1,8 miliardi di euro.

Stando sempre ai dati di Terna i mesi in cui si registra il maggior risparmio sono aprile ed ottobre, ovvero i mesi più vicino al cambio dell’ora. Ritardando il buio di un’ora si deve ricorrere meno alla luce artificiale in una fase in cui le attività lavorative sono in pieno svolgimento.

I benefici sono da registrare in termini di sostenibilità ambientale. Sono infatti state evitate emissioni di CO2 nell’atmosfera per circa 215mila tonnellate. Per tutte queste ragioni tornano in auge i dibattiti sulla fine del cambio dell’ora.

Nel 2019 il Parlamento europeo ha votato a favore dando il via libera di scegliere autonomamente agli stati membri. Questo però non farà altro che generare ulteriore confusione visto che alcuni paesi come Italia e Francia propendono per lasciare il quadro invariato, mentre i paesi nordici vorrebbero l’ora solare tutto l’anno.

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Il covid ha poi rinviato ogni decisione in merito, ma è palese che questa autonomia avrà degli effetti devastanti con fusi orari completamente differenti (addirittura di 2 ore in alcuni casi) tra nazioni confinanti. A rendere la situazione più spinosa c’è anche la diatriba tra i paesi concordi all’abolizione del cambio dell’ora. Infatti c’è chi preferirebbe la legale e chi invece la solare.