A fine ottobre tornerà l’ora solare. Una prassi che da anni sta spaccando in due l’Europa e che comporta delle spese maggiori per gli altri stati membri

Ora solare
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Ormai ci siamo. Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre 2021 avverrà il consueto passaggio dall’ora legale all’ora solare. Alle 3:00 le lancette verranno spostate un’ora indietro e in questo modo perderemo un’ora di luce.

Tale orario rimarrà in vigore fino al weekend del 26 e del 27 maggio 2021, quando si tornerà l’ora legale. In tanti si auspicano che la prossima possa essere l’ultima volta che avvenga questo cambio, sia per avere giornate più lunghe, sia per poter risparmiare sui consumi elettrici.

Ora solare: quanto costa all’Italia

La fase di dominazione del buio infatti comporta un maggior dispendio energetico, che si traduce in un’esborso maggiore da parte dei cittadini in termini di bollette (per le quali è previsto un aumento). Basti pensare che secondo i dati diffusi da Terna (operatore che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia elettrica a livello nazionale), il risparmio dovuto all’ora legale è di circa 115 milioni di euro per le famiglie italiane.

Il calcolo è stato fatto sulla base del prezzo medio di un chilowattora che costa all’incirca 20,62 centesimi e sull’utilizzo che ne viene fatto. Considerando che in inverno si consuma di più a prescindere anche per il riscaldamento, ne consegue una spesa decisamente più ingente per i cittadini, che si potrebbe tranquillamente evitare mantenendo l’ora legale tutto l’anno.

D’altronde l’UE ha dato carta bianca agli stati membri sul tema visto che nel 2018 non si è arrivati ad una decisione favorevole per tutti. L’Italia di fatto ha deciso tacitamente di proseguire con questo trend che va avanti dal 1966.

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Cosa faranno gli altri stati membri dell’UE

In altri paesi invece hanno deciso si sfruttare l’opportunità per dare lasciarsi alle spalle l’ora solare una volta per tutte. In Francia ad esempio è stato deciso di bandire per sempre il cambio dell’ora e di aderire all’ora legale per tutto l’anno. 

Sulla stessa scia ci sono anche i paesi del nord Europa (tra cui Polonia e Finlandia) che hanno il problema delle eccessive ore di buio durante il periodo invernale. Così facendo possono sfruttare meglio durante il giorno le poche ore di luce a disposizione

Questo sistema di libera scelta però potrebbe generare una grande confusione. Stati confinanti per almeno 6 mesi all’anno potrebbero ritrovarsi ad avere un fuso orario differente.