Disagi in serie sulle onde radio del subcontinente indiano. Ma quali conseguenze potrebbe portare una tempesta solare di eccezionale potenza?

Tempesta solare
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Fosse stato un film di fantascienza, probabilmente avrebbe portato un Armageddon. Nel mondo reale, un brillamento solare di classe M1. 6, porta conseguenze molto più prossime ma, per certi versi, ugualmente apocalittiche. Il 9 ottobre scorso, una nube di particelle di forte carica elettromagnetica è stata scagliata dal Sole verso la Terra, proveniente dalla macchia solare situata nella regione AR2882 della nostra stella. Ovvero, proprio di fronte al globo terrestre. Le stime degli esperti hanno ipotizzato un viaggio di circa un paio di giorni, quindi a velocità supersoniche, con possibilità di avvicinamento all’atmosfera terrestre fra l’11 e il 12 ottobre.

In pratica, una tempesta solare che, secondo gli esperti, potrebbe significare guai seri per una componente essenziale della nostra società. In gioco, infatti, ci sarebbe il futuro di internet. Il lampo è già stato “catturato” dal Solar Dynamics Observatory della Nasa e, secondo gli esperti, in parte avrebbe già ionizzato l’atmosfera del nostro Pianeta, provocando il primo inconveniente. Ovvero, un blackout delle radio a onde corte nell’area del subcontinente indiano. Il risultato, un abbassamento repentino delle frequenze, viaggianti al di sotto dei 25 MHz. Problemi, in particolare, per i dispositivi di bordo su aerei e navi, oltre che sulle frequenze domestiche.

Tempesta solare, cosa si rischia in Europa

L’India è stata solo la prima a fare i conti con il problema. Nelle prossime ore, infatti, la tempesta solare potrebbe provocare aurore magnetiche in tutto il Pianeta, addirittura fino a New York. Gli esperti stanno cercando di stimarne gli effetti, consapevoli del fatto che il Sole sta per entrare nella sua massima attività, ovvero il massimo solare, che accade durante l’undicennio del suo ciclo. Tecnicamente, quindi, non ci si trova di fronte a nulla di nuovo. Tempeste di questo tipo sono emesse frequentemente dal Sol ma, perlopiù, si tratta di eventi senza conseguenze. A ogni modo, nel corso della storia qualche episodio più grave si è segnalato. E, nel caso una tempesta solare dovesse raggiungere l’equatore, il disastro per i dispositivi tecnologici sarebbe dietro l’angolo.

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Ad esempio, nel 1859, la cosiddetta Tempesta di Carrington produsse un’aurora boreale di proporzioni storiche e un’interruzione dei telegrafi per più mezza giornata. E in tempi precedenti, sono stati documentati eventi di portata persino superiore. Va detto che, rispetto a qualche secolo fa, di misure preventive ne sono state adottate, come i cavi sottomarini fra Stati Uniti ed Europa, mentre il sistema satellitare GPS Galileo è indicato come estremamente resistente a questo tipo di shock. Chiaro che una tempesta di estrema potenza porterebbe conseguenze imprevedibili. Quello più sconvolgente, sarebbe il blackout totale di tutte le apparecchiature di funzione elettrica sulla Terra. Oltre che eventuali disagi per aerei e ogni altro mezzo dotato di dispositivi elettrici. Il rischio c’è.