Allarme della Coldiretti, il riso italiano potrebbe essere spazzato via da riso asiatico di scarsa qualità. L’attenzione deve rimanere alta.

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Un’invasione di riso asiatico, di scarsa qualità e a basso costo, è questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti. Il riso italiano è in pericolo come dimostrato dai numeri a supporto dell’inquietante tesi. La produzione nel nostro paese è diminuita del 20/25% sia per l’aumento dei costi della produzione stessa sia per i cambiamenti climatici. La situazione è grave e potrebbe portare alla diffusione di riso straniero lontano anni luce dalla qualità della produzione nostrana.

Riso italiano in pericolo, l’allarme della Coldiretti

I costi della produzione sono troppo elevati. Ciò a causa dell’aumento dei prezzi dei mezzi tecnici e dei carburanti. La pandemia non ha certo aiutato a migliorare la situazione anzi ne ha determinato un peggioramento. La preoccupazione su cosa arriverà sulle nostre tavole cresce e la Coldiretti cerca di rimediare chiedendo al Ministero delle Politiche Agricole una immediata convocazione del tavolo di filiera. La produzione del riso in Italia è calata a causa dei cambiamenti climatici. La crisi climatica, infatti, ha provocato un aumento dei costi del comparto agricolo. Parliamo di 14 miliardi di euro in più e di un’emergenza di livello globale. In relazione al riso, i costi di produzione crescono esponenzialmente e tale disagio si associa ad un altro evento che sta per verificarsi.

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Clausola di salvaguardia, la situazione si complica

Il 18 gennaio 2022 scadrà la clausola di salvaguardia sull’import di prodotti a dazio zero da paesi asiatici quali Cambogia e Myanmar che finora ha impedito l’arrivo del riso asiatico di bassa qualità. La richiesta di una proroga è lecita se si intende tutelare il riso italiano, evitare pesanti ripercussioni sull’economia, sul lavoro, sull’ambiente e sulla biodiversità. La Coldiretti ricorda che sul registro nazione sono iscritte 200 varietà di riso, alcune con Indicazione Geografica Protetta, che devono essere tutelate.

L’allarme è scattato, le spiegazioni sono state fornite, i precedenti sono noti a tutti, ora i consumatori si aspettano di essere tutelati a 360° dal Governo. L’attenzione alla problematica è alta anche perché la domanda “cosa arriva sulle nostre tavole” è sempre più frequente soprattutto in seguito a tutti i richiami alimentari che si stanno verificando negli ultimi mesi. L’ultima cosa che si vorrebbe è preparare un risotto con un riso asiatico di dubbia qualità solo perché costa meno.