Brutte notizie per molti lavoratori che rischiano, con la prossima riforma delle pensioni, di dover fare i conti con una vera e propria beffa. Cosa c’è da aspettarsi.

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Bollette, cibo, vestiti e chi più ne ha più ne metta. Sono davvero molte le spese con cui dover fare i conti. Proprio per questo motivo si rivela necessario attingere a quella fonte di reddito che ci consente di pagare i vari beni e servizi di nostro interesse. Reddito che in genere proviene dal lavoro prima e dalla pensione poi. A tal proposito, come noto, per accedere al trattamento pensionistico bisogna aver maturato determinati requisiti.

Quest’ultimi sia per quanto riguarda l’aspetto anagrafico che contributivo. Le cose, però, non sempre vanno come sperato e vi sono alcuni lavoratori, in particolare, che rischiano di dover fare i conti con una vera e propria beffa, a causa delle prossima riforma delle pensioni. Ma per quale motivo? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da aspettarsi.

Riforma pensioni, occhio alla beffa per i lavoratori nati tra il 1960 e 1961

Il governo Draghi sta lavorando alla prossima riforma delle pensioni, che dovrebbe portare con sé importanti novità. Tra queste una vera e propria beffa per molti lavoratori che rischiano, per poche settimane, di dover attendere ancora a lungo prima di andare in pensione. Il prossimo 31 dicembre, infatti, scadrà quota 100 e per questo motivo in molti non potranno più beneficiare di tale misura.

A tal proposito ricordiamo che possono accedere a quota 100 coloro che hanno 62 anni età e un’anzianità contributiva minima di 38 anni. Chi matura questi requisiti entro il 31 dicembre 2021, può esercitare il diritto alla pensione anticipata anche dopo tale data. Dall’altro canto, chi non avrà maturato i requisiti richiesti, dovrà attendere ancora un bel po’ prima di uscire dal mondo del lavoro.

Le nuove misure in ballo, infatti, sono Quota 102 e Quota 104. Nel caso in cui dovessero essere approvate, quindi, coloro che sono nati tra il 1960 e il 1961 non potrebbero andare in pensione prima del 2025. Se, invece, Quota 100 fosse stata prorogata, i lavoratori nati tra il 1960 e il 1961 sarebbero potuti uscire dal lavoro già dal prossimo anno. Purtroppo per loro, però, non sarà così.

I requisiti per accedere a Quota 102, ricordiamo, dovrebbero essere i seguenti: 64 anni di età e 38 anni di contributi. Per accedere a quota 104, invece, bisognerà avere 65 anni di età e 39 anni di contributi. Se tutto questo non bastasse, è in forte dubbio anche la riconferma di Opzione Donna, mentre l’Ape sociale potrebbe subire un notevole ridimensionamento.

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Al momento, comunque, è bene sottolineare, si tratta solo di ipotesi. Non resta quindi che attendere e vedere quali saranno le novità che il governo deciderà di introdurre con la prossima riforma delle pensioni.