Manca pochissimo alla partenza del bonus terme. Vediamo a cosa serve nello specifico questo sussidio e chi può utilizzarlo 

Bonus terme
Fonte Pixabay

Un nuovo ammortizzatore sociale è pronto a far capolino nell’ampio panorama dei sussidi erogati in Italia. Si tratta del bonus terme, che partirà il prossimo 28 ottobre. Nonostante ciò i cittadini però dovranno ancora pazientare prima di poterlo richiedere.

Nello specifico si tratta di un buono da 200 euro da spendere presso gli stabilimenti balneari. Le strutture che possono aderire all’iniziativa sono quelle che hanno congiuntamente un codice ATECO 96.04.20 “Stabilimenti termali” e che siano regolarmente iscritte al registro delle imprese.

L’accreditamento deve avvenire tramite l’apposita procedure disponibile sul portale ufficiale di Invitalia, dove i cittadini potranno poi consultare l’elenco completo delle strutture disponibili.

Bonus terme: chi può beneficiarne e cosa bisogna fare per poterlo richiedere

A partire dall’8 novembre si aprirà la fase per le strutture termali accreditate prima della prenotazione del bonus terme. Ciò avverrà fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Quindi solo dalla suddetta data i cittadini maggiorenni e residenti nel Bel Paese potranno richiedere il beneficio.

In totale si ha a disposizione un buono di 200 euro spendibile in servizi termali compressi wellness e beauty. Una volta partita la richiesta, la struttura in caso di risposta positiva, rilascia l’apposita ricevuta di prenotazione. A quel punto si hanno 60 giorni di tempo per poterlo sfruttare.

LEGGI ANCHE >>> Bonus telefono 2021: di cosa si tratta e come si può ottenere

Si tratta di un bonus personale che eccetto le caratteristiche di cui sopra non richiede nient’altro. Quindi, non è legato in nessun modo all’ISEE del nucleo familiare, il che fa in modo che sia accessibile a tutti.

Al contempo ci sono alcune regole tassative da rispettare per chi lo ottiene. Infatti non è cedibile a terzi, non può essere concesso per servizi termali a carico del SSN e di altri enti pubblici o oggetto di ulteriori benefici riconosciuti al cittadino. 

A livello fiscale non costituisce reddito imponibile per chi ne giova e non è spendibile per servizi di vitto e alloggio. A prescindere da ciò è sicuramente una gran bella opportunità, che non va assolutamente lasciata al caso.