Quesito importante, l’assegno di invalidità che diritti dà al coniuge superstite? La risposta vi potrebbe stupire

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In molti si sono chiesti diverse volte, come funziona la successione, per l’assegno di invalidità. Esso è certamente un buon sostentamento per chi non ha possibilità fisiche di lavoro in quanto appunto, affetto da qualche inabilità, ma vale anche se la persona che ne ha diritto muore?

Detto così, può sembrare un discorso un po’ veniale, ma a preoccuparsene spesso, sono i ricettori stessi dell’assegno. Mettiamo il caso di una moglie casalinga, è ovvio che il marito vorrebbe sapere se il suo assegno di invalidità potrà sostenere la sua famiglia, anche in caso di decesso.

Come funziona la successione dell’assegno di invalidità

L’assegno ordinario di invalidità, non è purtroppo reversibile. Questo perché esso esiste per concedere alla persona con disabilità la possibilità di sostenere diverse spese dovute alla sua condizione e quindi con la sua eventuale scomparsa, non avrebbe motivo di esistere. Ma c’è qualcosa a cui i familiari superstiti hanno comunque diritto.

Questo è un tema molto delicato che tiene banco da tempo, pensare che ad oggi un assegno di invalidità è stato negato a molti cittadini che lavorano, facendo infuriare i percettori. Tornando a cosa possono ottenere i familiari della persona disabile, l’assegno spetta a chi ha versato dei contributi. Per questo, per chi resta in vita, c’è comunque il diritto di pensione indiretta.

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Essa, spetta se il lavoratore ha raggiunto 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia pur non avendo ancora compiuto i 67 anni generalmente previsti. Spetta altresì a quei lavoratori che abbiano versato almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio precedente al decesso. In questi casi quindi, se il decesso avviene prima del raggiungimento di pensione di vecchiaia, l’assegno di invalidità passa alcuni diritti alla moglie del malcapitato, ovvero il 60% della pensione che effettivamente le sarebbe spettata in data di decesso.