L’incremento del costo del carburante e dell’inflazione potrebbe portare ad un aumento di prezzo per diversi prodotti presenti al supermercato: ecco quali nello specifico 

Supermercato
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Il mondo poco alla volta sta ripartendo, ma gli strascichi lasciati da Covid ancora sono tangibili e si fanno sentire. Sono molteplici i settori in cui i prezzi per forza di cose sono aumentati e nel giro di poco tempo dovrebbe arrivare un nuovo rincaro che di certo non fare piacere a nessuno.

Entro Natale infatti i prezzi dei prodotti presenti sugli scaffali dei supermercati sono destinati ad aumentare ulteriormente. Si tratta di una conseguenza dell’incremento del costo della benzina. In Italia infatti circa l’85% delle merci vengono trasportati da veicoli.

A ciò si aggiunge l’aumento dell’inflazione su cui hanno avuto un peso di non poco conto anche le proteste dei “no green pass”. Nel dettaglio, ecco quali generi alimentari comporteranno una spesa maggiore rispetto al passato secondo l’analisi di Coldiretti. 

Supermercato: quali prodotti potrebbero essere soggetti a rincaro

Sono per lo più generi di prima necessita come lo zucchero (53,5%), cereali (+27,3%) e grassi vegetali (+60%). Le farine potrebbero arrivare al doppio del prezzo rispetto al medesimo periodo del 2020 e anche sugli oli c’è poco da scherzare. Quelli raffinati viaggiano ad una quota di +33% e quelli di girasole addirittura a +60%. Il burro invece si attesta sul +31%. 

Dunque un’ulteriore batosta dopo la notizia del rincaro delle bollette di luce e gas. Purtroppo però si tratta di un fattore fisiologico, che si spera possa rientrare con un andamento lavorativo costante e non tormentato da ulteriori restrizioni.

E non finisce qui. Il Codacons ha lanciato l’allarme secondo cui entro il periodo natalizio comprare la pasta al supermercato sarà ancora più dispendioso. Questo a causa di una crisi della coltivazione del grano. 

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Probabilmente nemmeno il panettone e il pandoro potranno essere mangiati con la stessa serenità del passato visto che per acquistarli servirà uno sforzo maggiore. La beffa più clamorosa arriva però dal caffè, prodotto di uso quotidiano, quasi religioso nel Bel Paese, che potrebbe aumentare e anche di molto.