Dare ripetizioni private, non sempre è possibile restando nell’ambito della legalità. Scopriamo i casi in cui è concesso aiutare gli studenti tra le mura domestiche e quando non è possibile.

ripetizioni private
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E’ passato un mese dall’inizio della scuola e le lezioni hanno già preso un ritmo calzante. Spiegazioni, interrogazioni, verifiche, nessuna attesa e nessuna clemenza per gli studenti che tra i banchi sognano ancora il mare e la spiaggia. Con il ritorno allo studio iniziano anche le prime problematiche soprattutto in relazione alle materie considerate piò ostiche come la matematica, la chimica o il latino e greco. Alcuni insegnanti propongono ripetizioni private per arrotondare lo stipendio, altre persone lo fanno come lavoro vero e proprio ma come si fa a rimanere nell’ambito della legalità?

Come dare ripetizioni private legalmente

Gli studenti che necessitano di un aiuto aggiuntivo per affrontare determinate materie sono numerosi. La maggior parte delle famiglie cerca di sostenere il ragazzo/a cercando una figura qualificata nel dare ripetizioni private della materia in cui l’alunno zoppica. Non tutte le situazioni che si incontrano sono, però, legali.

I vincoli delle ripetizioni riguardano soprattutto gli insegnanti con cattedra come stabilito dal Testo Unico numero 297 del 1994. Il docente è tenuto ad informare il Dirigente Scolastico dell’Istituto in cui insegna dell’intenzione di fornire ripetizioni private agli studenti e dovrà specificare la scuola che l’interessato frequenta. Il Dirigente, poi, potrà decidere se concedere il permesso oppure negarlo.

Incompatibilità tra insegnamento e ripetizioni private

Esistono dei casi in cui l’incompatibilità tra insegnamento e desiderio di aiutare gli studenti fuori dall’orario scolastico non consente di dare ripetizioni private. Il Testo Unico precedentemente citato, infatti, stabilisce che l’insegnante non può fornire assistenza se lo studente frequenta la stessa scuola, anche se è collocato in una classe differente. Il proprio alunno privato non può essere giudicato e se così fosse ogni scrutinio e ogni esame potrebbe essere invalidato.

Regolarizzare la posizione per importi sotto i 5 mila euro

L’insegnante che dà ripetizioni ad uno studente che non frequenta la scuola in cui insegna deve regolarizzare la sua posizione con il Fisco dato che avrà delle entrate extra rispetto allo stipendio. Se gli insegnamenti fuori dall’orario scolastico avvengono saltuariamente non superando i 5 mila euro all’anno risulteranno essere lavoro autonomo occasionale. Di conseguenza il docente dovrà rilasciare una ricevuta dopo il pagamento. Iva e ritenuta d’acconto non sono previste nel momento in cui a pagare è lo studente stesso dato che non è sostituto d’imposta. Sopra i 77,47 euro, però, occorrerà applicare sulla ricevuta una marca da bollo di 2 euro. Inoltre, l’importo accumulato nell’anno dovrà essere dichiarato nella dichiarazione dei redditi sotto la voce “Altri redditi”.

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La dichiarazione di importi sopra i 5 mila euro

Il docente che guadagna cifre maggiori di 5 mila euro all’anno dovrà necessariamente aprire una partita IVA optando per il regime forfettario per i primi cinque anni (soddisfacendo alcuni requisiti). Di conseguenza si avrà una tassazione agevolata del 5% che, poi, diventerà del 15%. La dichiarazione dei redditi dovrà essere presentata anche in caso di cifre minime o prossime allo zero. Inoltre, occorrerà versare i contributi previdenziali procedendo con l’iscrizione alla Gestione Separata e ci sarà un’aliquota da applicare per i redditi percepiti.

L’ultima alternativa per gli insegnanti con cattedra è appoggiarsi alla Flat Tax e applicare la tassazione del 15% su quanto percepito.