Sono molti i lavoratori che prossimi alla pensione scoprono che molti contributi non sono stati versati dall’azienda. Ecco cosa c’è da sapere in merito.

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Il lavoro nobilita l’uomo, in quanto ci permette di ottenere quella fonte di reddito necessaria per riuscire a soddisfare le varie necessità personali. A partire dal cibo fino ad arrivare alle bollette, in effetti, sono tante le volte in cui ci ritroviamo a dover sborsare del denaro. Allo stesso tempo non si può negare come spesso il lavoro si riveli essere anche fonte di preoccupazione, tanto da non vedere l’ora di poter finalmente andare in pensione.

A tal fine, come noto, bisogna essere in possesso di determinati requisiti sia dal punto di vista anagrafico che contributivo. Proprio soffermandosi su quest’ultimi, però, sono in molti a ritrovarsi, purtroppo, a dover fare i conti con delle brutte sorprese. Ovvero scoprire che molti contributi non sono stati versati dall’azienda. Una situazione che si verifica molto più spesso di quello che si possa pensare, con tanti che si chiedono, pertanto, come comportarsi. Entriamo quini nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pensione, attenti ai contributi non versati dall’azienda: quando scatta il “principio di automaticità”

In attesa di vedere cosa porterà con sé la riforma delle pensioni, è bene stare attenti alla propria posizione contributiva. Sono in molti, infatti, a ritrovarsi a dover fare i conti con la spiacevole sorpresa di scoprire che la propria azienda non abbia provveduto a versare i contributi. Una situazione, purtroppo, che si verifica molto più spesso di quello che si possa pensare, con inevitabili ripercussioni quando si avvicina al momento di andare in pensione.

A tal proposito è bene sapere che, fortunatamente, non sempre tutto è perduto, in quanto è possibile chiedere all’INPS l’applicazione del “principio di automaticità“. Quest’ultimo, però, non può essere sempre applicato e per questo è bene prestare la massima attenzione. Entrando nei dettagli bisogna sapere che la legge tutela il lavoratore, purché quest’ultimo rilevi la situazione in tempo utile, provvedendo a presentare apposita denuncia all’Inps, in modo tale che l’istituto possa provvedere alla riscossione dei contributi.

In particolare è bene ricorda che il termine della prescrizione dei contributi è di cinque anni. Il lavoratore, quindi, deve provvedere a segnalare il mancato pagamento dei contributi da parte dell’azienda entro cinque anni dal momento in cui dovevano essere pagati. A tal fine bisogna presentare apposita documentazione in grado di comprovare il rapporto di lavoro. Solo in questo modo è possibile far scattare il “principio di automaticità delle prestazioni”, in grado di garantire comunque al lavoratore l’accredito dei contributi.

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Trascorsi 5 anni di tempo, invece, i contributi cadono in prescrizione e per questo motivo non è più possibile avvalersi del principio poc’anzi citato. In quest’ultimo caso, però, il lavoratore può ottenere dall’Inps una rendita a carico del datore di lavoro, agire legalmente contro quest’ultimo, oppure procedere in autonomia al riscatto dei contributi a proprie spese.