Il bollo auto dovrà essere corrisposto, nessuna cancellazione in vista della tassa che solo noi italiani paghiamo così tanto. Sfatiamo i miti e sveliamo la verità.

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Mario Draghi è intervenuto in relazione alla tematica del bollo auto ma solamente attraverso uno stralcio di vecchie cartelle. La cancellazione tanto agognata riguarda solamente i debitori che non hanno corrisposto quanto dovuto nel periodo di tempo compreso tra il 2000 e il 2010. Lo stralcio avverrà automaticamente e non occorrerà inviare alcuna richiesta. Unica condizione è rientrare nel limite dei 30 mila euro di reddito nell’anno 2019. Il Governo, dunque, ha progettato una chiusura dei debiti passati per iniziare una nuova politica che verterà su maggiori controlli per evitare un nuovo accumulo di tanti mancati pagamenti.

Ecco chi non pagherà il bollo

La verità è una sola, il bollo è una tassa che dovremo continuare a pagare. Dobbiamo farlo noi tutti automobilisti per non rischiare di incorrere in sanzioni. Chi non corre questo rischio, con riferimento agli anni passati, sono i contribuenti debitori nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010. Mario Draghi ha, infatti, deciso di effettuare lo stralcio delle vecchie cartelle di debiti dal valore inferiore a 5 mila euro.

Il motivo alla base di questa scelta risiede nella difficoltà di riscossione dei tributi fiscali accumulati. La macchina amministrativa avrebbe potuto subire un arresto andando a complicare un meccanismo che non funziona al 100%. Da qui l’esigenza di un cambiamento del sistema e di un miglioramento delle modalità di riscossione del bollo auto. Chiusa una porta sul passato, l’intento del Governo è di aprire un portone sul futuro per evitare di ricadere in situazioni di “pericolo”.

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Quando si è esenti dal pagamento del Bollo auto

Tutti gli automobilisti devono pagare il bollo auto ad eccezione dei soggetti che sono esenti in quanto soddisfano specifiche condizioni. Ad esempio, i proprietari di auto elettriche possono evitare di pagare il bollo oppure possono ottenere una riduzione sull’importo da corrispondere. Ogni regione decide in maniera autonoma le direttive da seguire, di conseguenza l’attenzione deve essere elevata e non bisogna dare per scontato una notizia sentita o letta senza i dovuti accertamenti. I rischi di una sbagliata consapevolezza o di una disattenzione sono elevati. Basti pensare che non pagando la tassa automobilistica per tre anni consecutivi si potrebbe incorrere nella radiazione d’ufficio del veicolo.