In quali casi e soprattutto come fare, per liberarci del canone Rai: ecco tutto quel che c’è da sapere e che non tutti conoscono

canone Rai bolletta
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Un tema molto, ma molto affrontato dai cittadini, a cui non è poi così simpatica la tassa del canone Rai, che da qualche anno viene detratta direttamente dalle bollette di luce e gas. Innanzitutto, bisogna sapere per chi potesse, come inviare la richiesta per l’esenzione, ma anche in che modo averne diritto.

Chi ha una tv a casa è praticamente obbligato a pagarlo per 10 mesi l’anno. Ma l’esenzione di cui prima, è ottenibile in ben due modi. Solo che non tantissimi si informano sulle varie possibilità e continuano a pagare.

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La richiesta di esenzione viene inviata al Fisco e ci sono anche diversi passaggi da seguire, per poterlo fare. Andiamo con ordine. Intanto, c’è anche un altro tema: quello del canone Rai per la seconda casa, ecco quando non bisogna pagare. Nello specifico, la richiesta è da inviare all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate e si può fare anche comodamente da casa.

Infatti, il portale dell’Agenzia ha una vera e propria sezione dedicata al canone a cui si può accedere. Chi è interessato, avrà bisogno di compilare un modulo di dichiarazione sostitutiva e questo può farlo via web o con la classica lettera. Ecco dove inviare la richiesta, qualora si fosse scelta la via cartacea: Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, SAT – sportello abbonamenti TV – casella postale 22, 10121, Torino. Questo, per chi non possiede un televisore.

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Per l’altra possibilità invece, che è data agli over 75 con basso reddito, il tutto è inviabile con una PEC, quindi sempre da casa, all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it. Altrimenti, basterà recarsi in un ufficio della stessa Agenzia delle Entrate o anche tramite posta, ed inviare la propria richiesta ad Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone Tv – casella postale 22, 10121, Torino. Ultima cosa da ricordare, è che anche questa richiesta ha delle scadenze. Bisogna inoltrarla entro il 31 dicembre ed è valida dal 1° luglio. Inviarla dal 1° febbraio al 30 giugno infatti, significherebbe accedere all’esonero, soltanto per il secondo semestre dell’anno.