Anche gli anziani nelle case di riposo devono pagare il Canone Rai se avevano un apparecchio televisivo nella loro dimora precedente. Ecco come e quando possono esimersi dal tributo

Canone Rai
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L’età media si è allungata. Ciò significa che molti anziani vivono più a lungo, ma in quale condizioni? Non tutti sono nel pieno delle proprie facoltà e comunque, com’è giusto che sia, molti hanno bisogno di un sostegno e anche di tanta compagnia.

Capita però che i familiari di questi “nonnini” vivono in altre città, sono impegnati con il lavoro e alle prese con i figli, per cui non riescono a dedicare tutte le attenzioni agli anziani genitori.

Così, per svariati motivi, le case di riposo sono sempre più piene. Al contempo, vengono lasciate vuote delle abitazioni, ma come comportarsi con le utenze? Soprattutto, che fare con il canone Rai?

Canone Rai: come possono ottenere l’esenzione gli anziani nelle case di riposo

Ricordiamo che il canone Rai corrisponde a 90 euro annui con addebito diretto in quote bimestrali da 18 euro nella fattura dell’utenza elettrica. Questo a prescindere da quanti televisori si posseggano.

Una famiglia che non possiede alcuna TV può sottrarsi da questa tassa, presentando il modello di dichiarazione sostitutiva di non detenzione all’Agenzia delle Entrate.

L’anziano che ha lasciato la propria abitazione dove possedeva una televisione è invece comunque tenuto a pagare il canone. Invece, se non ha più la tv e nemmeno l’utenza elettrica, ad esempio perché è intestata al figlio che vive in un altro appartamento, può essere fatta la disdetta.

Come presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione? Innanzitutto il modello va inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Oppure, c’è anche la possibilità di spedirlo tramite raccomandata allegando un valido documento di riconoscimento.

Da tenere a mente sono i termini entro i quali fare disdetta. Come prevede la normativa di riferimento, se la domanda viene presentata entro il 31 gennaio dell’anno, l’esonero per il canone Rai vale per tutto l’anno.

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Diversamente, se la dichiarazione la si fa nel periodo 1 febbraio – 30 giugno dell’anno, l’esonero sarà valido solo per il secondo semestre.