Attenti ai messaggi. La Polizia Postale invita a prestare la massima attenzione all’ennesimo tentativo di truffa. Ecco cosa c’è da sapere in merito.

truffa finta citazione
Foto © AdobeStock

Ormai da più di un anno ci viene chiesto di stare attenti a vari accorgimenti al fine di limitare la diffusione del Covid. Ne è un chiaro esempio il distanziamento sociale che, proprio nell’ultimo periodo, sembra contribuire a far registrare un utilizzo sempre più massiccio dei vari strumenti tecnologi, come ad esempio smartphone e computer. Innumerevoli i vantaggi di cui poter usufruire. Allo stesso tempo, però, è sempre bene stare attenti alle insidie.

Il crescente interesse per i vari servizi online, purtroppo, si rivela essere terreno fertile per alcuni truffatori, che cercano attraverso delle trappole ad hoc di estorcere soldi al malcapitato di turno. Ne è una chiara dimostrazione un finto messaggio che sta circolando in questi giorni, con la Polizia Postale che invita a prestare la massima attenzione a questa pericolosissima truffa.

Polizia postale, occhio al messaggio: attenti al falso atto di citazione

Ogni giorno, purtroppo, sono tanti i tentativi di truffa a cui bisogna prestare la massima attenzione. Sempre più spesso, infatti, alcuni truffatori cercano di estorcere dati sensibili e soldi al malcapitato di turno attraverso trappole studiate fin nei minimi particolari. Ne è una chiara dimostrazione un nuovo tentativo di truffa che sta girando in questi giorni, che viene attuata attraverso l’invio di una e-mail fasulla.

Come avverte la Polizia Postale, infatti, “è in atto una campagna di phishing attraverso false email apparentemente provenienti dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza“. Il messaggio in questione invita ad aprire un allegato, che contiene un falso “atto di citazione” della polizia postale. Attraverso questo finto messaggio il truffatore cerca di convincere il destinatario dell’e-mail di essere sottoposto a indagini giudiziarie e di doverli contattare, in modo tale fa fornire fantomatiche giustificazioni.

LEGGI ANCHE >>> Vaccino anti-Covid, un giro d’affari che vale miliardi: chi guadagna di più

Proprio rispondendo a questa e-mail, quindi, si finisce per cadere nella trappola dei cyber criminali che, in questo modo, riescono a entrare in possesso dei vari dati. Grazie a quest’ultimi possono estorcere denaro oppure infettare i dispositivi della vittima con pericolosi virus informatici. Onde evitare di dover fare i conti con spiacevoli inconvenienti, quindi, la Polizia Postale invita ad “astenersi dal fornire i propri dati personali o dall’aprire qualunque tipo di allegato“.