Brutte notizie per gli amanti della pasta che rischiano di dover fare i conti con un preoccupante aumento dei prezzi. Ecco cosa sta succedendo.

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La cucina italiana è apprezzata e conosciuta in tutto il mondo. A partire dalla pasta fin ad arrivare alla pizza, passando per i dolci, in effetti, sono tante le prelibatezze italiane in grado di soddisfare i palati sia di grandi che di piccini. Molti sono i piatti tipici del nostro Paese esportati anche all’estero, con ogni Regione che si contraddistingue con piatti caratteristici locali.

Tra gli alimenti più mangiati nel nostro Paese si annovera proprio la pasta, con gli italiani che, secondo alcune stime, consumano mediamente tra i 23 e i 24 kg di pasta ogni anno. Un dato non affatto indifferente, che potrebbe portare in molti a dover fare i conti con una vera e propria stangata a causa di un preoccupante aumento dei prezzi. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

Pasta, preoccupante aumento dei prezzi: tutto quello che c’è da sapere

Come noto, con l’arrivo dell’autunno è previsto un preoccupante aumento delle bollette, che potrebbe portare molte famiglie a dover fare i conti con una vera e propria stangata per quanto riguarda luce e gas. Ma non solo, a destare preoccupazione è anche l’aumento del costo della pasta. Già nei supermercati, infatti, è possibile notare degli aumenti di qualche centesimo di euro.

In prossimità del Natale, inoltre, i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente, con un incremento fino a 20 centesimi al pacco. Un vero e proprio salasso che rischia di colpire molti italiani che, come risaputo, sono i maggior consumatori di pasta al mondo. Un aumento dei prezzi dovuto al cambiamento climatico e in particolare a una riduzione, a livello globale, della produzione di grano duro.

L’aumento dei prezzi dei prodotti cerealicoli è cominciato già da tempo, con gli effetti che iniziano a vedersi ora. Un aumento generalizzato delle materie prime che non può passare di certo inosservato. Anche perché oltre alla pasta, potrebbero subire dei rincari anche il pane e i dolci.

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Proprio per questo motivo, secondo Coldiretti, la soluzione potrebbe essere quella di optare per “una adeguata programmazione che consenta di aumentare la produzione di grano duro italiano in una situazione in cui l’Italia importa circa il 40% del grano di cui ha bisogno“.