Quanto prendono di pensione le lavoratrici che decidono di uscire dal mondo del lavoro grazie a Opzione Donna? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

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La pensione si rivela essere, senz’ombra di dubbio, un traguardo importante nella vita di una persona. Dopo aver trascorso tanti anni alle prese con la propria attività lavorativa, infatti, si ha finalmente la possibilità di staccare la spina dai vari impegni quotidiani e dedicarsi alle proprie passioni. Non stupisce quindi il fatto che siano in molti a non vedere l’ora di maturare i requisiti necessari per accedere a tale trattamento.

Proprio in tale ambito si inserisce Opzione Donna, che permette a molte lavoratrici di poter andare in pensione in anticipo. Una misura indubbiamente importante, che ha attirato fino a questo momento l’interesse di un gran numero di donne. Allo stesso tempo non mancano i dubbi, con molti che si chiedono quanto si prenda di pensione con Opzione donna. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Opzione donna, quanto si prende di pensione? Tutto quello che c’è da sapere

La riforma delle pensioni che verrà attuata dall’attuale esecutivo guida Draghi dovrebbe portare con sé delle novità, ma anche importanti conferme. Tra questo proprio Opzione Donna che, come facilmente intuibile dal nome, si tratta di una pensione dedicata alle donne, grazie alla quale le lavoratrici possono lasciare anticipatamente il mondo del lavoro. Tale misura, come già detto, ha attirato fino a questo momento l’interesse di una buona fetta di donne, che hanno così potuto lasciare il lavoro anticipatamente.

Al fine di poter accedere a tale forma pensionistica, ricordiamo, bisogna essere in possesso di determinati requisiti, sia dal punto di vista anagrafico che contributivo. Entrando nei dettagli, infatti, possono andare in pensione le lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età, 59 per le lavoratrici autonome. Ebbene, come si evince da una brochure Inps riguardante proprio Opzione Donna, la pensione con tale misura viene liquidata attraverso un calcolo interamente basato sul sistema contributivo, che si rivela essere più penalizzante rispetto a quello misto.

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Il motivo è da rinvenire nel fatto che i contributi versati prima del 1996 vengono migrati al sistema contributivo. Questo vuol dire che maggiori sono i versamenti contributivi antecedenti il 1996, più alto sarà il taglio. In base ad alcune stime, ricordiamo, questo tipo di calcolo porta a dover fare i conti una penalizzazione dell’assegno che può andare dal 25 al 35% circa dell’importo della pensione.