Green pass obbligatorio per andare a lavoro e non solo: quali sono le conseguenze e quando non serve la certificazione verde? Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Green Pass
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Ormai da oltre un anno il governo cerca di attuare tutta una serie di misure volte a limitare la diffusione del Covid. Decisioni che hanno costretto molti imprenditori ad abbassare le serrande delle proprie attività, con molte persone che si sono così ritrovate a dover fare i conti con delle minori entrate. Tra le misure più discusse, si annovera senz’ombra di dubbio il Green Pass. Come noto, a partire dallo scorso 6 agosto, infatti, la certificazione verde è obbligatoria per accedere a numerose attività al chiuso, come ad esempio le palestre.

Se tutto questo non bastasse, a partire dal 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021, data di scadenza dello stato d’emergenza, tutti i lavoratori dovranno avere il Green Pass per accedere sul posto di lavoro. Una decisione che finirà, inevitabilmente, per avere delle ripercussioni su milioni di lavoratori, con tanti che si chiedono quali saranno le conseguenze e quando invece non sarà necessario avere la certificazione verde. Ma non solo, cosa rischia chi non ce l’ha? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da aspettarsi.

Green pass obbligatorio, nuova stretta: tutto quello che c’è da sapere

Dopo aver trascorso i primi giorni del mese di luglio all’insegna di cori e caroselli in strada per festeggiare la vittoria della Nazionale Italiana di calcio a Euro 2020, ci siamo ritrovati a dover fare i conti con una nuova realtà. Lunedì 12 luglio, ovvero il giorno dopo a quello in cui l’Italia è tornata sul tetto d’Europa dopo ben 53 anni, ci siamo ritrovati ad ascoltare le parole del presidente francese, Emmanuel Macron, che ha annunciato l’estensione del Green Pass a numerose attività.

Un annuncio che non è passato di certo inosservato, tanto da portare l’esecutivo a guida Draghi a estendere a sua volta l’utilizzo della certificazione verde obbligatoria per accedere a numerose attività al chiuso, quali palestre e altri posti ancora, a partire dal 6 agosto. Se tutto questo non bastasse il consiglio dei ministri ha poi approvato, all’unanimità, nuove regole legate all’introduzione del certificato verde, entrate in vigore dal 1° settembre. Ultima novità introdotta dal governo sempre nell’ambito del Green Pass, quello di renderlo obbligatorio per entrare in tutti i posti di lavoro sia del settore pubblico che privato, a partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, data di scadenza dello stato d’emergenza.

Green Pass obbligatorio: ecco dove e quando serve

Una decisione, quella di estendere il Green Pass obbligatorio a tutti i lavoratori, che porterà con sé, inevitabilmente, delle conseguenze. Introdotto con il chiaro intento di spingere le persone a vaccinarsi, senza tuttavia rendere il vaccino obbligatorio, sono già tanti i posti dove bisogna necessariamente essere in possesso della certificazione verde.

Ne sono un chiaro esempio i mezzi di trasporto a lunga percorrenza, mentre, ricordiamo, il Green Pass non serve per i trasporti locali. Tra gli altri posti dove è obbligatorio, poi, si annoverano università, ristoranti al chiuso, cinema e così via. Entrando nei dettagli, quindi, il Green Pass è obbligatorio a partire dai 12 anni in su, per accedere alle seguenti strutture:

  • ristoranti e bar per servizio al tavolo al chiuso;
  • palestre, piscine, sport di squadra, centri benessere;
  • musei e mostre, cinema, teatri, sale da concerto;
  • sagre, fiere, congressi e convegni;
  • eventi privati, matrimoni, cerimonie;
  • concorsi pubblici;
  • sale gioco, sale scommesse, bingo e casinò;
  • parchi tematici, parchi divertimento, centri termali;
  • centri culturali, sociali e ricreativi al chiuso, a esclusione di centri educativi per l’infanzia;
  • mense per dipendenti privati e pubblici;
  • mezzi di trasporto a lunga percorrenza;
  • ospedali e Rsa;
  • università.

A partire dal 15 ottobre, inoltre, sarà obbligatorio presentare la certificazione verde anche per accedere al proprio posto di lavoro, sia che la propria attività sia nel settore pubblico che privato. Tra i soggetti obbligati si annoverano quindi dipendenti, ma anche lavoratori autonomi, partite Iva, colf, baby sitter e badanti.

Green Pass: quando non è obbligatorio

Allo stesso tempo restano, almeno per il momento, esclusi dall’obbligo di avere il Green Pass i pensionati, le casalinghe, ma anche disoccupati, studenti delle scuole, gli esenti dal vaccino e i bambini sotto i 12 anni di età. Quest’ultimi in quanto esclusi dalla campagna vaccinale.

Ma non solo, il green pass non serve neppure ad avvocati e altri difensori per entrare in tribunale, così come non serve per lavorare in smart working. Allo stesso tempo è bene ricordare che chi non possiede il green pass non ha diritto in automatico a lavorare in smart working. Entrando nei dettagli, inoltre, ricordiamo che al momento la certificazione verde non serve per:

  • andare a fare la spesa;
  • andare in chiesa;
  • votare alle elezioni;
  • utilizzare mezzi di trasporto locale;
  • frequentare palestre e centri sportivi all’aperto;
  • prendere il caffè al bancone del bar oppure all’esterno;
  • mangiare al tavolo fuori dei locali;
  • accedere ai centri termali per usufruire di prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e allo svolgimento di attività riabilitative o terapeutiche.

Green Pass a scuola, obbligatorio anche per i genitori: ecco in quali casi

Tra le decisioni prese dall’attuale esecutivo che hanno destato particolare interesse, si annovera quella di estendere il Green Pass obbligatorio ai genitori a scuola. In base a quanto si evince dal decreto legge, infatti: “chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19“. Solo gli studenti fino alle superiori non devono avere tale certificato, mentre è obbligatorio all’università.

Tale obbligo, inoltre, si estende a tutte le scuole di ogni ordine e grado, per insegnanti e personale tecnico – amministrativo. Se tutto questo non bastasse, anche i genitori, per accompagnare i figli all’interno dell’istituto o parlare con gli insegnanti devono avere il Green Pass. Quest’ultimo non serve invece per accedere ai cortili all’aperto degli edifici scolastici.

Green pass in ospedale e al pronto soccorso

Bisogna avere il Green Pass anche per entrare in ospedale e nelle case di cura, ma non sempre e non in tutti i casi. Per quanto concerne il pronto soccorso e le visite specialistiche non programmate, infatti, in caso di oggettiva impossibilità dovuta all’urgenza, così come valutato dal personale sanitario, non è richiesto il certificato verde. Possono accedere a tali strutture senza Green Pass anche coloro in possesso di certificazione di esenzione dal vaccino, minori di 18 anni e donne in dolce attesa.

Green pass, dal parrucchiere ai supermercati: come funziona

Non serve il certificato verde nemmeno per andare dal parrucchiere, dall’estetista, così come non è necessario per andare al supermercato o nei negozi. Diversa la questione per i lavoratori, che a partire dal 15 ottobre saranno obbligati ad avere il Green Pass per accedere al proprio posto di lavoro. Come già detto, il Green Pass è obbligatorio per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Continua, invece, a non essere necessario per i mezzi pubblici locali.

Green Pass, occhio a multe e sanzioni

La decisione di rendere il Green Pass obbligatorio sul lavoro porta in molti a chiedersi se coloro senza certificazione verde rischiano il licenziamento. A tal proposito è bene sapere che i lavoratori hanno diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, dall’altro canto si ritroveranno a dover fare i conti con una serie di ripercussioni negative. Ne è un chiaro esempio lo stop allo stipendio che varrà dopo cinque giorni di ingresso al lavoro senza Green pass.

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La sospensione dello stipendio, come è facile intuire, finirebbe per costringere in molti a dover fare i conti con delle minori entrate, in un periodo storico già messo a dura prova dall’impatto del Covid sull’economia. Chi viene scoperto senza Green Pass al lavoro, inoltre, può ritrovarsi a dover pagare una multa che va dai 600 ai 1.500 euro. Anche chi non effettua i controlli può essere sanzionato, con una multa che va, in questo caso, dai 400 ai mille euro.