Le forze dell’ordine hanno portato alla luce dei giri piuttosto loschi per quanto concerne il Reddito di Cittadinanza. I dettagli del clamoroso episodio 

Reddito di Cittadinanza
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Il Reddito di Cittadinanza è un sussidio piuttosto ambito e alle volte anche chi non ne ha diritto prova delle furbate pazzesche pur di ottenerlo. In questi due anni in cui l’ammortizzatore sociale è entrato a far parte delle vite degli italiani, diversi cittadini hanno tentato la strada della “furbizia” per accaparrarselo.

Purtroppo per loro la verità viene sempre alla luce e nella stragrande maggioranza dei casi, chi usa questi subdoli escamotage, in qualche modo viene scoperto. Andiamo a vedere uno degli ultimi raggiri capitati in questo periodo e in che modo i furbetti del Reddito di Cittadinanza avevano messo a punto il loro piano.

Reddito di Cittadinanza: i dettagli della maxi truffa

Il teatro dell’accaduto è Brescia dove i Carabinieri della stazione locale in collaborazione con Direzione Provinciale dell’Inps di Brescia e il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Brescia hanno denunciato in stato di libertà ben 89 persone. Sono state ritenute responsabili di aver consegnato dichiarazioni mendaci al momento delle consegna della domanda per il Reddito di Cittadinanza. 

Diverse le menzogne e le omissioni in questione, tra cui figurano la mancata dichiarazione di autoveicoli e la falsificazione di documenti che attestano la residenza in Italia. Sono addirittura stati scoperti dei redditi derivanti dal lavoro dipendente con regolare contratto a tempo determinato.

Ma non finisce qui. Altri hanno presentato modelli ISEE con informazioni completamente distorte in merito alla propria situazione reddituale e patrimoniale. Il tutto ha portato queste persone a percepire illecitamente una cifra complessiva di circa 500mila euro.

I Carabinieri hanno subito provveduto ad avviare la sospensione dell’erogazione dei benefici. Gli altri organi sopracitati sono ancora a lavoro per verificare altre situazioni analoghe parallele.

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Sono ancora da approfondire le posizioni di circa 1000 persone. Nelle prossime settimane potrebbero rendere ancor più inquietante il quadro, con lo Stato sempre più truffato e parte lesa.

Insomma, i furbetti del RDC non sembrano aver voglia di fermarsi. Alla lunga però la giustizia sta avendo la meglio, quindi è meglio non perseverare.