Il Codacons propone di non dare la pensione ai pensionati non vaccinati. Una folle proposta provocatoria che contrasta con le motivazioni date per imporre l’obbligo del Green Pass ai lavoratori.

Green Pass pensione
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La situazione è confusa, lo pensiamo tutti. Ogni giorno siamo bombardati da informazioni più o meno chiare che in rari casi aiutano a sciogliere dubbi ed incertezze su procedure e obblighi, soprattutto in merito al Green Pass. Chi ha l’obbligo della certificazione, quanto dura, qual è il prezzo dei tamponi, le risposte a queste questioni sono abbastanza note a tutti. Rimangono, però, nodi da sciogliere come, ad esempio, se i tamponi salivari rapidi saranno ammissibili per ottenere il Green Pass e a quale costo e se i pensionati non vaccinati rischieranno di perdere la pensione.

Pensionati non vaccinati potrebbero perdere la pensione, perché?

L’introduzione dell’obbligo del Green Pass per i lavoratori del settore pubblico e privato è comprensibile. Se la tutela della salute del prossimo è al primo posto delle priorità si cerca di far vaccinare o comunque tenere costantemente sotto controllo chi incontra altre persone, ha contatti costanti con colleghi, compagni di viaggio su treni ed autobus e si sposta frequentemente da un luogo ad un altro. L’obbligo al certificato verde, ripetiamo, è comprensibile in questi casi anche se sappiamo bene che il tema “salute” maschera il non tanto velato suggerimento/imposizione a procedere con la vaccinazione.

E’ altrettanto afferrabile il concetto legato all’esigenza di “minacciare” i pensionati non vaccinati? Togliere la pensione a chi non ha il Green Pass anche se poco frequenta luoghi pubblici e al chiuso. Sapere di essere soggetti fragili o con maggiori possibilità di infezione è di per sé un incentivo per i pensionati per non bazzicare in posti affollati. L’attenzione è alta – a parte le solite eccezioni – e il distanziamento è d’obbligo alle Poste o al supermercato, dove la presenza dei pensionati è più alta.

La provocazione del Codacons quali effetti avrà

Quella del Codacons è stata una provocazione per protestare in modo ironico e pungente sull’imposizione dell’obbligo vaccinale a tutti i lavoratori. Sottolinea, però, una possibilità che se messa in pratica complicherebbe notevolmente la vita di tanti pensionati senza vaccino. L’ipotesi di ampliare la platea dei luoghi il cui accesso è consentito solo con il Green Pass inserendo nella lista supermercati o Uffici Postali scatenerebbe problematiche rilevanti. La soluzione sarebbe un accredito bancario o postale dell’assegno pensionistico per tutti ma la digitalizzazione creerebbe non poche difficoltà a chi è più avanti negli anni.

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Come risolvere le problematiche?

Sarebbe opportuno verificare se la mancata vaccinazione dipende da un’idea no vax o dalla paura di procedere con l’iniezione oppure se è causata dall’impossibilità di recarsi in una hub oppure in un centro vaccinale. Purtroppo non tutte le persone che hanno superato di parecchio la terza età hanno parenti che li tutelano e devono cavarsela da soli. L’intervento dei medici di famiglia potrebbe essere un aiuto in tal senso sia per identificare chi non ha avuto il vaccino sia per contattare ed eventualmente recarsi di persona dal paziente per procedere con la vaccinazione.