Dal 10 ottobre l’obbligo del Green Pass sarà esteso ad altre categorie di lavoratori. Milioni di persone dovranno mettersi i regola per non rischiare gravi conseguenze.

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La data è ufficialmente detta, si parla del 10 ottobre come giorno in cui sarà obbligatorio per milioni di lavoratori dotarsi di certificazione verde. Al centro del dibattito i particolari, eventuali spese di tamponi e un’eventuale estensione per chi lavora nelle aziende private. Ad essere interessati dai cambiamenti di metà ottobre sono principalmente i gestori di attività per le quali già vige l’obbligo del Green Pass per i clienti. Bar, ristoranti, palestre, titolari e dipendenti dovranno procedere con la vaccinazione, effettuare un tampone ogni 48 ore oppure mostrare la certificazione medica di non poter procedere con l’iniezione.

Bar e ristoranti, obbligo Green Pass del 10 ottobre

Il tema della discriminazione è parecchio sentito in questi mesi. Chi dice “no” al Green Pass sostiene che la misura adottata dal Governo sia discriminatoria nei confronti di chi sceglie in una democrazia di non ricorrere al vaccino. Questa idea dovrà pian piano essere abbandonata da tante categorie di lavoratori che saranno obbligate dal 10 ottobre ad esibire il Green Pass.

Tra questi titolari e dipendenti di bar e ristoranti. E’ stato considerato discriminatorio – ecco che ritorna questa tematica – pretendere che i clienti esibiscano la certificazione verde mentre i gestori risultavano senza alcuna protezione. Secondo alcune persone l’obbligo al Green Pass sarebbe dovuto essere introdotto in contemporanea per i lavoratori dei bar, pub, ristoranti e clienti dato che chi maneggia cibi e bevande ha più possibilità di contagiare chi è seduto al tavolo. Ora la decisione è presa e tutti dovranno munirsi di certificazione verde per poter continuare a lavorare.

Le altre categorie di lavoratori coinvolte

L’obbligo del Green Pass riguarda tutti i lavoratori della pubblica amministrazione, i gestori delle palestre e, in generale, tutti gli esercenti i cui clienti hanno l’obbligo vaccinale o del tampone. I lavoratori esterni alle Rsa appartengono ad un’altra categoria per cui scatterà l’obbligatorietà così come titolari e dipendenti di cinema, teatri, sale da gioco, sale concerti. L’obbligo coinvolgerà, poi, i lavoratori in eventi, congressi, fiere, parchi tematici e addetti al ricevimento. L’intenzione è tutelare il maggior numero di persone e consentire la riduzione dello smartworking per un rientro in presenza dell’85% dei dipendenti. Infine, anche i lavoratori sui treni a lunga percorrenza, aerei e navi dovranno munirsi di certificazione verde.

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La tempistica dell’obbligatorietà

Dal momento in cui entrerà in vigore il decreto, si lasceranno passare 15 giorni prima di pretendere il Green Pass. Questo per dare a tutti la possibilità di mettersi in regola prima di far scattare le sanzioni. Si parla di due settimane perché è il tempo massimo previsto per ottenere la certificazione dopo la prima dose di vaccino.